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Forza Italia torna Usi Civici e Agraria

Forza Italia torna  Usi Civici e Agraria

CIVITAVECCHIA- Un problema ancora irrisolto quello degli usi civici e divenuto piuttosto complesso. Sono gli “Gli Amici di Civitavecchia” di Forza Italia, questa volta a tornare sull’annosa questione cittadina, aggiungendo riflessioni e considerazioni sulla ”rivoluzione” annunciata dall’Associazione Agraria, divenata ente territoriale a tutti gli effetti, moderno e trasparente. “Continuiamo a leggere, sulla stampa locale, di quella che viene annunciata come un rivoluzione posta in essere dall’Associazione Agraria, – affermano ”Gli Amici di Civitavecchia”- ci consenta il Presidente di esprimere le nostre perplessità, sempre secondo l’attuale presidente, l’aver cambiato radicalmente il suo datato statuto, avrebbe o ha permesso agli assetti gestionali interni di introdurre una maggiore trasparenza ma, soprattutto, una maggiore incisività amministrativa, dobbiamo constatare con stupore,  che tutto quello che si è letto in questi giorni altro non è che uno spot pubblicitario; sconfessato dai fatti. La gestione era ed è poco trasparente, un ente vessatore, insensibile alle istanze dei cittadini e soprattutto, ancor oggi, discrezionale.Partiamo con quel primo “colpo” messo a segno dal nuovo corso e cioè l’entrata in scena di un consulente legale, il quale incamera, a raffica, una serie di incarichi professionali ripetitivi dall’Ente, che non garantisce il principio di rotazione e imparzialità. Questo legato soprattutto ai compensi che non vengono sottoposti ad una preventiva indagine di mercato, utile e necessaria ad apportare un forte risparmio al bilancio interno. Secondo noi, tutto ciò, è al limite con i principi di trasparenza imposti, in questi casi, dall’Anticorruzione.Il professionista, viene selezionato “a fiducia”, escludendo così tutti gli altri avvocati del  Foro locale che, a quanto si apprende da ambienti ben informati e vicini agli organi decisionali dell’Agraria, non avrebbero competenze sufficienti in materia di diritto amministrativo. L’aspetto paradossale si raggiunge poi quando il professionista emette e dispensa pareri legali equiparati a visti di legittimità degli Atti Deliberativi dell’Ente Pubblico. La palese illegittimità, secondo noi, è totale. Si approvano quindi, e si pubblicano sul sito istituzionale, delibere che invece di riportare il visto di conformità del Segretario, rimandano ad un sedicente parere emesso dal consulente (ovviamente non pubblicato), in chiaro spregio della applicazione del Testo Unico sugli Enti Locali (vds D.lgs 267/2000). Purtroppo però la conduzione “casareccia” e familiare dell’Agraria non si esaurisce qui. L’annosa definizione degli Usi Civici viene trattata come una “faccenda interna”, dove la discrezionalità caratterizza scelte e decisioni. Non si indica mai come agire per risolvere il problema che ancora affligge numerosi proprietari di immobili che, conseguentemente, non possono effettuare compravendite , successioni, donazioni , acquisizioni di permessi edilizi o richieste di mutui senza che siano stati liquidati i gravami tutt’oggi presenti. Tutto questo con il sospetto che l’Agraria, pare ancora non abbia registrato negli uffici competenti, la famosa sentenza del Commissario agli USI CIVICI del 1990  (nonostante la Regione Lazio, ente controllore dell’Agraria, nel 2013 aveva disposto di provvedere al più presto). Senza questa registrazione al catasto i terreni risultano senza vincoli ma i notai non effettuano il rogito di passaggio di proprietà.   Da oltre un decennio il perito che opera sul territorio è lo stesso, in grado quindi di manipolare (nella speranza che non lo faccia o non l’abbia mai fatto) il mercato dei prezzi, sia in termini di valori da corrispondere all’Agraria, sia in termini di parcelle professionali. Tutte le delibere rilasciare sulla base di perizie espletate da questo tecnico riportano la dicitura: “presa d’atto della Perizia”. Ovviamente non c’è nessuna valutazione di congruità, nessuna attività istruttoria. Si è istaurato così, secondo la nostra visione di trasparenza, in tutti questi anni, un regime monopolistico e discrezionale sui provvedimenti assunti. Abbiamo scoperto che, improvvisamente, il perito in questione, con una delibera,  è diventato funzionario interno all’Ente, assumendo l’incarico di responsabile dell’Ufficio Tecnico e il tutto senza essersi dimesso dalla contestuale nomina di perito demaniale. Se a questo non rispondo violazioni di ogni presupposto legislativo allora abbiamo bisogno di ristudiare il significato dei termini trasparenza, legalità, equità ecc. Controllato e controllore si fondono in un’unica persona, il tutto con il bene placido dell’ente Agraria stesso. Nulla impedisci ai malpensanti di considerare che l’Agraria possa usare, a suo comodo il tecnico, quando serve per approvare perizie o affidargli incarichi, o per verificare il lavoro di altri periti .  Tutto ciò avviene, ovviamente, in danno di tanti cittadini che in molti casi sono costretti ad aspettare mesi e mesi per vedere evase le proprie istanze. In altri casi, invece, usufruiscono di corsie preferenziali che ne accelerano l’iter che, ci dicono, anche più costose, ma efficaci, solo se affidate al tecnico tuttologo “consigliato” all’interno degli Uffici. I comunicati stampa apparsi qualche giorno fa sulla cronaca cittadina di un quotidiano nazionale prodotti da un consigliere del CDA  sulle attività dell’Ente, non fanno altro che avallare le attività amministrative in chiara violazione di tutti principi legislativi che in minima parte abbiamo fin qui esposto. Ci domandiamo, a questo punto, se le spese sostenute dall’ente siano state correttamente autorizzate e rendicontate all’Ente Regionale di Controllo. Così se il cambio dello statuto e le nuove delibere sull’assetto degli uffici abbiano o meno portato ad un aggravio della spesa interna . La speranza di legalità, non è certo la denuncia, ma confidiamo nell’intervento immediato della Regione Lazio, affinché possa valutare se questi profili di conduzione discrezionale a carattere familiaristico, possano portare ad un immediato commissariamento dell’Università Agraria e ripristinare il diritto e la trasparenza al servizio dei cittadini di Civitavecchia, garantendo loro, la correttezza procedurale la tutela dei diritti acquisiti e mai venuti meno”.

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