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Gestione dell'Agraria: tanti gli interrogativi di "Possibile"

CIVITAVECCHIA – “Cosa sta succedendo all’Agraria?” Se lo chiedono dal comitato “Yasser Arafat” di Possibile, alla luce dell’approvazione, il 12 febbraio scorso, del nuovo statuto (entrato in vigore il 15 marzo) in cui si riscrivono gli organi di governo e l’organizzazione del personale.

“Lo statuto abrogato – ricordano da Possibile – era quello del 2004 che nei contenuti era già pionieristicamente in regola con le linee guida fissate dalla Regione Lazio. La scrittura del nuovo statuto è costata all’ente 5.072,20 euro in quanto “è risultato necessario richiedere un esame di carattere prettamente tecnico-giuridico”. A cosa è servito? Entrando nella lettura dell’atto si evidenza subito come sia stato determinante per il CdA il cambio della denominazione da Associazione ad Università, che ovviamente comporterà un esborso economico, pur non avendo mai contemplato l’universitas dell’intera estensione territoriale (ma solo una parte, anche se consistente) e pur non cambiando la natura dell’Ente; infatti continuerà ad essere un Ente Pubblico non economico (come dalla Legge 4 agosto 1894 n. 397) e al quale non può essere conferita la personalità giuridica di diritto privato, come previsto dalla Legge 31 gennaio
1994 n. 97. All’art. 2, attività strumentali e fini istituzionali, sono inseriti la bonifica e risanamento di siti compromessi dal punto di vista ambientale, nonché le cave – spiegano dal comitato cittadino – nella sua storia l’Agraria di Civitavecchia non si è mai occupata di queste materie, perché dovrebbe iniziare oggi? Sono in corso acquisizioni di cave e aree inquinate da sottoporre a procedimento di bonifica? Quale sarebbe lo scopo di tutto ciò? All’art. 8 comma 2 par. E, si predispone che il Consiglio possa deliberare sulla “costituzione di società o assunzione di partecipazioni nelle medesime […]” ; a che scopo un’Ente così piccolo, senza alcuna certificazione di qualità per bestiame e coltivazioni, dovrebbe costituire una società strumentale? Forse occorre fari il pari con le cave, magari andando a gestire un bell’impianto energetico? All’art. 9 comma 11, si attribuisce un’indennità di presenza al Consiglio completa e non nei limiti del 50% di quanto previsto, per i Comuni di analoghe dimensioni dall’art. 82 comma 2 del D.lgs n. 267 del 2000 (T.U.E.L.); vogliamo credere che questa sia una svista, tant’è che per Presidente e Giunta l’indennità è attribuita in maniera giusta, ma l’errore rimane e dovrà essere superato. All’art. 10 comma 1, si dice che la Giunta è composta da “un massimo di quattro Assessori” e non, come prevede il T.U.E.L. e s.m.i. (compresa la riforma “Delrio”) da un numero di Assessori corrispondente a quello previsto per i Comuni con numero di abitanti pari a quello dei Soci dell’Ente; con un numero d’iscritti poco inferiore alle 2.000 unità, al Presidente spetterebbe la nomina di due Assessori (così come è stato fino ad oggi), mentre con questa modifica se ne attribuiscono quattro in maniera del tutto autonoma. Qualcuno dovrà essere nominato Assessore in virtù di quale accordo politico? All’art 12 comma 2 par. K si attribuisce al Presidente “il potere di conferire incarichi a contratto, ai sensi dell’art. 110 del D.lgs n. 267 del 2000” (T.U.E.L.) e al comma 5 “l’istituzione di un apposito Ufficio di supporto al Presidente, ai sensi dell’art. 90 del D.lgs n. 267 del 2000” (T.U.E.L.). Pur essendo previsti per Legge sembra davvero eccessivo equiparare un Ente di così modeste dimensioni ad un Comune e alle difficoltà che possono verificarsi lungo il corso dell’Amministrazione; finora l’Agraria non ha necessitato né di art. 110 né di art. 90, ha operato senza difficoltà alcuna e perché d’ora in avanti dovrebbe averne bisogno? Oltre non si fa cenno al ruolo del Segretario Generale che (come previsto dal T.U.E.L.) nei comuni inferiori ai 100.000 abitanti esercita le funzioni di Direttore Generale. Nel nuovo Statuto
– hanno aggiunto – non si trova corrispondenza di questa figura ma si riscrivono gli uffici dell’Agraria come una sola “Area Unica” gestita da un dirigente di categoria D del C.C.N.N. nelle funzioni demansionato. Che fine ha fatto il Segretario Generale? Si pensa di volerlo assumere con incarico ai sensi dell’art. 110 del T.U.E.L., pur avendo l’Agraria già assunto con concorso pubblico nazionale un titolato a ricoprire quel ruolo? Tutta questa trasformazione voluta e perseguita dell’Ente a cosa serve effettivamente? – si chiedono ancora – siamo davanti ad un riordino per una sua migliore gestione oppure si nascondono le prove di un’ottima intesa tra destra e Pd da riproporre, con più definiti accordi elettorali, nel futuro di questa città?”.

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