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Conferenza aggiornata a maggio

Conferenza aggiornata a maggio

TRASVERSALE.  Ieri mattina si è svolta la seduta prevista per la discussione tecnica del progetto verde voluto dall’Anas per la  realizzazione degli ultimi 18 chilometri della superstrada Orte-Civitavecchia che attraversano Tarquinia. Avanti col tracciato verde. Cittadini, politici e comitati hanno protestato sotto la sede del Ministero delle Infrastrutture

TARQUINIA – Conferenza dei servizi aggiornata ai primi di maggio a seguito di diversi elementi critici emersi nella discussione da parte di alcuni partecipanti ai lavori. Si è chiusa così la seduta prevista per ieri presso il Ministero delle Infrastrutture a Roma per la discussione tecnica del progetto verde presentato da Anas per la realizzazione degli ultimi 18 chilometri della superstrada 675 Orte – Civitavecchia nel tratto che attraversa Tarquinia. Una seduta in occasione della quale i cittadini di Tarquinia hanno voluto far sentire forte la loro presenza. Muniti di striscione con la scritta ‘‘Difendiamo la Valle del Mignone’’, cittadini, comitati e politici hanno manifestato sotto la sede del Ministero, sostenendo a gran voce il “no al tracciato verde” e il sì al percorso viola, in quanto meno impattante per il territorio dal punto di vista ambientale. All’appuntamento hanno deciso di essere presenti con convinzione i consiglieri comunali d’opposizione che nei giorni scorsi avevano anche chiesto all’amministrazione comunale il rinvio della Commissione Bilancio che era stata fissata per lo stesso giorno. Una conferenza di servizi alla quale ha preso parte il sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola, oltre che quello di Monte Romano Maurizio Testa, che ha rappresentato le ragioni della città di Tarquinia più favorevole al tracciato viola, delegando quelle della provincia a Maurizio Palozzi. Ma anche una seduta che ha lasciato profondamente insoddisfatti i comitati cittadini che non hanno voluto mancare l’appuntamento, battendosi da tempo in tutti i modi quantomeno per una soluzione sostenibile, ma ai quali stata negata la parola. «Nonostante la richiesta ufficiale delle associazioni di una formale audizione prima della Conferenza per depositare le osservazioni previste dalla normativa ed esporre così la nostra motivata contrarietà al progetto in esame; e a dispetto dei propositi sempre sbandierati di trasparenza e partecipazione dei cittadini, questa possibilità ci è stata negata», commentano i rappresentati del Comitato per il diritto alla Mobilità di Tarquinia, in rappresentanza anche del forum Ambientalista, Italia Nostra e Lipu, unitamente a rappresentanti di altri comitati locali e di numerosi residenti della Valle del Mignone, che hanno manifestato sotto il Ministero per difendere la valle dalla possibile approvazione del tracciato verde che, hanno ricordato “devasterà un territorio ancora incontaminato con 18 km d’asfalto cemento e piloni alti oltre 20 mt».

«E’ stata così messa a tacere – incalzano dal comitato per il diritto alla mobilità – la voce reale del territorio, visto che tutte le istituzioni locali e nazionali non hanno mai sentito il bisogno di difendere l’unicità e la ricchezza di un territorio vocato a ben altre e più nobili forme di sviluppo sostenibile. Nonostante la nuova legge sugli appalti che rende obbligatorio il dibattito pubblico per le grandi opere, il direttore generale del Mit, l’architetto Ornella Segnalini, ha invece negato con una nota scritta anche una semplice audizione preliminare a due associazioni ambientaliste di livello nazionale, Italia Notra e Forum Ambientalista e ai residenti del territorio». Stoccata anche nei confronti del sindaco Mauro Mazzola per aver espresso – dicono – «una contrarietà di facciata nella sua veste di sindaco di Tarquinia con una delibera del consiglio comunale, costretto ad ascoltare le istanze unanimi dei cittadini, mentre il Mauro Mazzola presidente della Provincia di Viterbo ha già deliberato il suo parere favorevole al tracciato verde, dimostrando di avere più a cuore la disciplina di partito e l’opportunismo politico rispetto al bene del suo territorio e dei suoi concittadini». «Ci auguriamo – commenta il comitato – che tale sospensione consenta anche al Ministero di recuperare al mancato ascolto di associazioni e residenti che sono peraltro gli unici ad aver presentato puntuali osservazioni al progetto, sottolineando criticità sia tecniche che di metodo nella procedura utilizzata da Anas per convalidare la scelta del tracciato verde». I comitati ed i cittadini continueranno l’azione di attenta e costante vigilanza sul procedimento alla ricerca di «maggiore ascolto e trasparenza da parte di tutte le istituzioni». Anche se, a quanto pare, le prossime osservazioni saranno comunque legate al solo tracciato verde. (a.r.)

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