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Furto nella chiesa della Santissima Trinità

Furto nella chiesa della Santissima Trinità

Ladri in azione sul litorale. Rubati soldi anche a Maccarese per un importo pari a 15mila euro. Rubate da un salvadanaio le offerte del fine settimana per un valore di circa 2mila euro

CERVETERI-Ladri bene informati, ben organizzati e pure furbi hanno violato le porte che, per definizione dovrebbero essere considerate sacre: quelle della chiesa.

Eppure infischiandosene di telecamere di video sorveglianza e del più “fulminante” giudizio divino, malviventi l’altra sera si sono fatti letteralmente chiudere dentro le grandi mura della Santissima Trinità in via Fontana Morella, a Cerveteri, e dopo aver aspettato con tutta calma che calasse il silenzio con il beneplacito del sonno notturno di preti e vicini di chiesa, sono penetrati all’interno della sacrestia e dopo aver scassinato un cassetto dove erano conservate le chiavi del lucchetto di un piccolo salvadanaio in ferro hanno rubato l’intero incasso, circa 2.000 euro: praticamente le offerte del fine settimana.

«Un danno non solo economico» – come hanno commentato i fedeli di Padre Lorenzo, ma anche d’immagine di un luogo che può quindi essere violato e delle persone che ruotano intorno alla parrocchia che sapevano con precisione come e dove muoversi. Qualcuno perciò ha visto, sapeva che in quel cassetto della scrivania del vice parroco c’erano le chiavi che avrebbero aperto senza difficoltà il piccolo contenitore metallico con il denaro dentro.

Quindi senza aspettare l’alba i delinquenti sono usciti, indisturbati e senza che nessuno, neppure il sacerdote che abita nei pressi, si accorgesse di nulla. Obbligatoria la denuncia alla locale stazione dei carabinieri. Ben più consistente il bottino invece ai danni della chiesa San Giorgio di Maccarese, dove il parroco di fresca nomina Don Valerio, già vice di Santa Maria Maggiore a Cerveteri ha dovuto constatare come la microcriminalità ormai non si fermi davanti a niente e a nessuno.

Nel fine settimana è stato rubato l’intero incasso, oltre 15.000 euro, raccolti nei tre giorni di festa, organizzati nella frazione marina dove si stavano svolgendo i festeggiamenti in onore del santo patrono.

Un bruttissimo risveglio e un’amara scoperta lunedì mattina quando dovendo versare il denaro, raccolto dai commercianti dalla vendita nei vari stand, la cassaforte è stata trovata aperta con un frollino con il quale i furfanti avevano prima scardinato le inferriate per arrivare alla sacrestia dove era appunto custodito tutto il denaro.

«Pensavamo fosse un posto sicuro in cui conservare gli incassi- hanno detto sconsolati gli ambulanti dopo la triste sorpresa- Chi mai poteva pensare che sarebbero andati a rubare proprio lì!

Forse qualcuno ha saputo della presenza dei soldi e hanno chiamato rinforzi”. Se è vero che i tempi sono quello che sono forse dovremmo abituarci anche a episodi di questo genere dovendo dare ragione, purtroppo, a chi molto tempo fa coniò l’espressione “non c’è più religione!”».(Dan. Toz.)

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