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Nuova piazza: piovono i ‘‘no’’

Nuova piazza: piovono i ‘‘no’’

Anche il centro studi Aurhelio non condivide l’elaborato scelto dall’amministrazione comunale. «Ci siamo chiesti la piazza dove sta. Tutto è in disarmonia con il contesto»

di GIAMPIERO BALDI

SANTA MARINELLA – Si moltiplicano le prese di posizione in città, tra i vari gruppi politici, in merito al progetto presentato dall’amministrazione comunale della nuova piazza. Anche il Centro Studi Aurhelio non condivide l’elaborato scelto dall’attuale maggioranza, che reputa il progetto poco attinente alla struttura che si dovrà realizzare. «Appena abbiamo visto il progetto architettonico – dicono i responsabili del gruppo politico – ci siamo chiesti, ma la piazza dove sta? Dopo mesi di fanfara dei vari amministratori interessati, ci siamo ritrovati nuovamente di fronte ad un corpo incomprensibile che, seppur funzionale, è qualcosa di freddo ed esemplarmente asettico. Ci pare in assoluta disarmonia con il contesto che lo ospita, tranne che per una cosa, la strada che discende dall’Aurelia e finisce su via Ulpiano. La cifra che ne contraddistingue di fatto la sua alterità rispetto alla necessità fondamentale è però una, la mancanza di un centro di incontro. Certamente avremo modo di conoscere le motivazioni dei progettisti e magari di intervenire in futuro su quale fine fa il comando della Polizia Municipale, su piani rialzati per la zona giochi per bambini, sui piani inclinati dove inserire il verde, sulla totale disarmonia con il contesto nel quale si colloca. Avremo di sicuro tempo per tessere magari le lodi per le varie qualità che porta il progetto. Di certo poi, sarà pure funzionale, ultra moderno, green oriented, ma la prima domanda che sorge davanti a quel progetto è: ma i progettisti dove pensavano di inserire quella fetta di formaggio? A Los Angeles, Bruxelles o Abu Dabi?”. E’ un progetto che non ha un centro, non c’è un monumento perché evidentemente non interessa che una cittadina o un villaggio del terzo millennio abbia una identità intorno a cui stringersi, non vi è il respiro dell’anima. Tutto è legato alla usabilità, alla funzionalità, al freddo interesse utilitaristico. È sempre troppo tardi, purtroppo, per intervenire nei gangli melmosi della burocrazia amministrativa comunale”. “Poco potrà fare un comitato per una Piazza Partecipata – dicono gli attivisti del centro Studi – che, come nota caratteristica delle iniziative sinistrorse, prima viene costituito da lor signori e poi si invitano i cittadini a partecipare. Poco potrà essere fatto, come dicono gli esperti, quando si passa da un progetto preliminare ad uno definitivo che, salvo particolari disarmonie burocratiche tra norme urbanistiche del centro e progetto presentato, si concretizzerà poi nel progetto esecutivo. Poco potranno fare le opposizioni, perché a questo punto dell’iter amministrativo e progettuale, eventuali interventi della politica sono assai velleitari”. “Insomma – concludono i dirigenti di Aurhelio – ci limitiamo a queste modeste e brevi riflessioni, augurandoci che in futuro almeno qualche necessità umana e terrestre, venga presa in considerazione, prima dell’inizio lavori. Potrebbe anche essere che al posto di un bell’anfiteatro, si venga a scoprire il reale motivo di tutta questa manovra, costruire nel medio Tirreno una base di atterraggio per astronavi extraterrestri”.

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