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''Tagersmutter'', ok al regolamento comunale

''Tagersmutter'', ok al regolamento comunale

CIVITAVECCHIA – Nidi famiglia o tagersmutter. Cresce l’offerta dei servizi per l’infanzia e da mercoledì si potrà chiedere al Comune di Civitavecchia come poter aprire un nido famiglia. Il tagersmutter è una tipologia di struttura che nasce in nord Europa e si sviluppa in  Italia solo a partire  dagli anni 60. Il modello a cui si fa riferimento è quello della “tata a casa”, che prevede la centralità dell’educatore ed un rapporto più confidenziale con i bambini. Un nuovo regolamento approvato mercoledì scorso dal consiglio comunale che stabilisce dove e come è possibile realizzarlo. Chiaramente in contesti domiciliari, come abitazioni private o altri locali in possesso dei requisiti igienico-sanitari previsti dalla normativa vigente, che accoglie fino a un massimo di cinque bambini di età compresa fra i tre e i trentasei mesi. 

All’intero della cornice stabilita dalla legge regionale, che ne definisce le linee guida, il Comune ha potuto  nel dettaglio elaborare la normativa.
Il nido familiare in questione, non richiede mutamento di destinazione d’uso dell’immobile;  è dotato di un locale di almeno venti metri quadrati riservato all’accoglienza ed alle attività dei bambini e uno dedicato al cambio e all’igiene degli stessi.  E’ inoltre dotato di autonomia funzionale rispetto al resto dell’abitazione, non può essere ubicato a un piano seminterrato;  deve possedere caratteristiche necessarie a garantire la salvaguardia della salute e del benessere dei bambini. A tal fine la SCIA deve essere corredata della seguente documentazione: planimetria del locale; relazione descrittiva dell’attività svolta; elenco delle attrezzature;  attestato del versamento ASL relativo al N.O. sanitario. 
“Siamo soddisfatti perché abbiamo creato le condizioni per accrescere l’offerta sui servizi per l’infanzia, quelli che inizieranno questo percorso, fra tre anni potranno richiedere la convezione con il comune– ha spiegato l’assessore alla scuola e all’innovazione tecnologica Gioia Perrone”. Un opportunità in più per  tante famiglie e per chi ha requisiti professionali e abitativi per farlo. Tra le prerogative oltre al titolo di studio per gli educatori, tutte quelle previste dalla vigente normativa, e in alternativa gli attestati rilasciati direttamente dalla Regione. “Questo servizio- ha sottolineato l’assessore Perrone – darà la possibilità di aprire nidi anche in quartieri periferici sprovvisti di queste strutture”. Il Comune intanto ha ricevuto un contributo regionale da 60mila euro per il rifacimento del giardino del nido comunale “Il Giardino di Ginevra” di viale Lombardia.

(El.Cas)

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