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Tolfa, nessuna delibera anti ossidatore

Tolfa, nessuna delibera anti ossidatore

Nel consiglio botta e risposta acceso fra il consigliere Antonio Marini e i Cittadini Uniti contro l’Inceneritore. Non sono mancancati momenti di tensione in aula

TOLFA – Si è tenuto mercoledì a Tolfa un consiglio comunale sull’ossidatore termico a Santa Lucia che, secondo alcuni, «è stato molto condizionato dalla campagna elettorale». Il sindaco Landi in primis ha dato la parola a Marini: oltre un’ora e mezza di intervento a favore dell’ossidatore termico, nonostante la premessa fatta in apertura dal consigliere di Rifondazione Comunista: ‘‘Non sono né a favore né contro’’. Marini fra le tante cose ha spiegato: «L’impianto dovrebbe trattare una ventina di residuati bellici ogni giorno, pari a circa 90 kg di aggressivo chimico di prima generazione per quattro giorni a settimana producendo rottami di ferro da vendere allo straccivendolo e fumi da trattare con filtri; le quantità in gioco sono risibili. L’impianto dovrebbe trattare in un anno, in termini di peso, la stessa quantità che utilizza la centrale di TVN in 2 minuti. I monoliti sono accantonati in un sito delimitato e monitorato costantemente per verificare l’esistenza di tracce di arsenico che, se dovesse accidentalmente essere presente, resterebbe segregato in una cisterna sigillata. L’amministrazione del Cetli ha già avviato le procedure per la caratterizzazione degli stessi monoliti per sistemarli lontano dall’Ente di Santa Lucia e forse dall’Italia». Secondo il movimento ‘‘Cittadini Uniti Contro l’Ossidatore’’: «Le ricostruzioni di Marini degli effetti che un impianto di quella portata produrrebbe sulla salute sono ridicole. E’ emerso il legame professionale che il consigliere ha avuto col Centro Chimico e il sentimentalismo che ancora oggi lo spinge ad improvvisarsi difensore di una causa persa in partenza. Se un intero territorio dice ‘‘no’’ e solo Marini dice il contrario qualcosa non quadra. Perchè il Ministero della Difesa non ci mette la faccia preferendo affidare le proprie considerazioni a un pensionato nostalgico, piuttosto che al militare presente in aula con block notes e registratore». Fabio Marucci del comitato ‘‘Cittadini Uniti contro l’Inceneritore’’ ha superato il discorso delle percentuali di inquinamento e del ricatto occupazionale: «Siete consiglieri giovani, magari avete figli piccoli. Con la situazione ambientale che abbiamo non c’è da chiedersi se una cosa inquina poco o tanto. Se inquina va combattuta e basta, agite secondo coscienza. Nessuno perderebbe il lavoro da un eventuale allontanamento del Centro Chimico dal nostro territorio al quale non ha mai dato niente».

Di parere opposto a quello di Marini, il consigliere Antonio Stefanini: ‘‘È chiaro che non abbiamo la competenza tecnica per dare pareri specifici, ma questi numeri mi preoccupano (citando quella che è stata l’attività di smaltimento delle armi chimiche di questi anni), il mio parere sull’ossidatore è negativo’’. Di rilevanza la posizione di Armando D’Amico: ‘‘Bene questa battaglia, ma ricominciamo a contrastare anche le altre fonti inquinanti del territorio’’. Bruna Luce (Cittadini Uniti contro l’Inceneritore) ha posto l’accento sulle servitù energetiche: ‘‘Ci troviamo a pagare oggi per le scelte sbagliate di chi ci ha preceduto. Almeno noi cerchiamo di prendere decisioni senza incidere negativamente sulle future generazioni’’. Emiliano Stefanini ha risposto punto per punto alle parole di Marini evidenziando le contraddizioni del Ministero della Difesa in questa partita: ‘‘Se i cittadini si stanno informando e stanno dicendo ‘‘no’’ con forza significa che il problema è reale. Chi crede di poter percorrere strade diverse può costituire un comitato e toccare con mano lo scarso seguito che avrebbe».

Pacato, diplomatico e prudente il sindaco Landi: «Importante questo dibattito: è utile per arrivare ad esprimerci sull’ossidatore. Condivido la battaglia quando si parla del metodo – ha spiegato riferendosi all’atteggiamento del Ministero della Difesa che non si è confrontato col territorio – nel merito dobbiamo ancora capire tecnicamente di cosa si tratta». Non sono mancati i momenti di tensione in aula, il consiglio è finito senza alcuna votazione.

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