Pubblicato il

Inchiesta Cafire: tutti i particolari

Inchiesta Cafire: tutti i particolari

Con la condanna di Rinaldi torna alla ribalta la vicenda giudiziaria su uno dei più complessi casi di corruzione venuti alla luce nella città di Cerveteri. Due gli episodi di istigazione commessi, nell’interesse della società, da Carlo Fondate in concorso con Rinaldi, Colletti e Galosi

di GIULIANA OLZAI e TONI MORETTI

 

CERVETERI – Potremmo disquisire a lungo filosofare fino al limite del sofismo per tentare, ma solo tentare di arrivare alla verità. E’ per questo motivo, nelle dispute giudiziarie che vedono contendersela due o più parti, si deve tenere fede e rispettare la verità giudiziale, quella dedotta dai giudici attraverso le prove emerse da un dibattimento e l’applicazione della legge, che hanno prodotto una sentenza.

Del caso ‘‘Cafire’’, così balzato all’onore delle cronache, si parla da anni in città. C’è chi vi intravede la fortuna elettorale dell’attuale sindaco Alessio Pascucci, che ha aperto il caso con una denuncia in procura perché «istigato alla corruzione», c’è chi ha covato e cova risentimenti personali perché coinvolto nell’indagine e poi risultato estraneo, c’è chi dice che ha ingiustamente messo nei guai galantuomini e lavoratori. Ora che è stata depositata anche la sentenza dell’unico degli imputati che ha optato per il rito ordinario, dalla verità dei giudici si è in grado di farsi un’opinione. Racconteremo questa verità per capire se è stato debellato e sventato uno dei più complessi e articolati casi di corruzione politica-amministrativa venuto alla luce a Cerveteri o se invece è stata inibita, come vedremo sostiene qualcuno degli imputati condannati, una grande opera finalizzata al bene sociale per via di qualche “premio” promesso a supporto.

I fatti si inquadrano nella vicenda afferente l’iter amministrativo relativo all’approvazione della proposta di convenzione urbanistica contrattata, proposta funzionale ad un piano di lottizzazione del valore complessivo di 16 milioni di euro. In particolare, la società Cafire 2008 srl, in persona del legale rappresentante Carlo Fondate chiedeva al Comune di Cerveteri l’autorizzazione alla realizzazione di una struttura commerciale residenziale in cambio della costruzione di un edificio scolastico da cedere al Comune. Le indagini hanno consentito di ricostruire due episodi di ‘‘istigazione alla corruzione’’ che sarebbero stati commessi nell’interesse della Cafire, da Fondate in concorso con alcuni suoi collaboratori, in particolare Enrico Rinaldi e Franco Colletti, e con Antonio Galosi, all’epoca consigliere comunale e presidente della Commissione Urbanistica.

Il primo episodio, avvenuto nell’aprile 2011, riguarda la richiesta da parte di Fondate, attraverso Colletti, ad Alessio Pascucci, all’epoca ex consigliere comunale e, per suo tramite, alla Lista Civica dallo stesso rappresentata, di appoggiare l’approvazione della convenzione, in cambio di un compenso di 300mila euro, oltre ad una ulteriore somma destinata al solo Pascucci.

Il secondo episodio, avvenuto a giugno 2011, coinvolge, oltre che la società Cafire, anche Galosi, che dopo essere stato contattato da Rinaldi, collaboratore di Fondate, accetta di fare da tramite con Fabio Granata, dipendente comunale, con funzione di dirigente dell’Area Terza “assetto, uso e sviluppo del territorio”, per convincerlo a redigere un parere favorevole all’approvazione della proposta di convenzione in cambio di un compenso di 20mila euro, offerta respinta da Granata che si rivolse subito ai carabinieri.

Per quanto riguarda il primo episodio, gli imputati Fondate, ritenuto il mandante e finanziatore dell’attività corruttiva, e Colletti, hanno definito la loro posizione mediante patteggiamento (sentenza irrevocabile già da fine 2012). L’iter giudiziario è proseguito col rito abbreviato sia per la Cafire, per l’illecito amministrativo contestato relativo al primo episodio, che per Galosi, quale autore materiale della condotta istigatrice nei confronti di Granata, realizzata in concorso con Rinaldi, che non ha formulato alcuna richiesta di rito alternativo, ritenuto collaboratore occasionale ed occulto di Fondate ed istigatore del Galosi.

Il quadro probatorio, per entrambi gli episodi, si fonda sulle dichiarazioni dettagliate, precise e circostanziate rese agli inquirenti da Pascucci e Granata. A ciò si aggiungono le trascrizioni delle conversazioni telefoniche e ambientali tra le persone coinvolte, oltre che il sequestro delle somme consegnate da Colletti a Pascucci.

Chiudono il cerchio le dichiarazioni confessorie di Colletti che, pur cercando di giustificare la propria condotta con la volontà di favorire lo sviluppo urbanistico di Cerveteri e l’edilizia scolastica e, fornendo quindi una versione riduttiva dei fatti, ha ammesso di essersi «messo a disposizione» di Fondate.

La Cafire è stata condannata in primo grado alla sanzione pecuniaria di 100mila euro, ridotta in appello, a 50mila euro, oltre al pagamento delle spese processuali dei due gradi di giudizio.

Revocata in appello anche la sanzione interdittiva del divieto di contrattare con la pubblica amministrazione. Galosi condannato in primo grado, con conferma in appello, a un anno e otto mesi di reclusione (previa riduzione per il rito), oltre al pagamento delle spese processuali dei due gradi di giudizio. Non gli sono state riconosciute le attenuanti generiche per il suo comportamento tenuto durante le indagini e in particolare per il tentativo di offrire una versione palesemente sconfessata da tutte le risultanze probatorie. Ha ottenuto il beneficio della sospensione condizionale della pena.

E’ stato condannato anche al risarcimento dei danni patiti dalla parte civile, il Comune di Cerveteri, assegnando una provvisionale immediatamente esecutiva di 30mila euro. Rinaldi, tenuto conto della gravità della condotta e spiccata capacità a delinquere dimostrata, è stato condannato in primo grado a due anni e sei mesi, oltre al pagamento delle spese processuali. Tenuto conto del clamore della vicenda è stato altresì condannato al risarcimento del danno nei confronti della parte civile costituita dal Comune di Cerveteri quantificati in 15mila euro, oltre alle spese di costituzione. Altri particolari della vicenda saranno resi noti nei prossimi giorni.

ULTIME NEWS