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Al via la festa dell’intercultura

Al via la festa dell’intercultura

Oggi la 22esima edizione di ‘‘Up the world’’ organizzata dall’istituto Ladispoli 1. La vicepreside Sierri: «Gli alunni si avvicinano così ai principi di cittadinanza»

LADISPOLI – Una vera e propria maratona della interculturalità quella che si terrà oggi nel plesso ‘‘G. Falcone» di Ladispoli denominata ‘‘Up the world 2016’’.

Una manifestazione che inizierà alle 9 di mattina per terminare questa sera alle 21, a cura dell’istituto Ladispoli 1, coadiuvato dalla ‘‘C. Melone’’, che con balli, canzoni, cibi, sfilate, costumi e tradizioni porteranno l’interculturalità tra gli studenti, famiglie e chiunque voglia partecipare.

«La nostra scuola è giunta alla sua 22esima edizione della manifestazione – spiega la vice preside Emanuela Sierri – ed è un modo per far partecipare i nostri alunni, anche i più piccoli, attivamente ai principi di cittadinanza, come inoltre richiesto dall’Unione Europea».

La professoressa Sierri, inoltre, spiega come la manifestazione sia riuscita a coinvolgere tutti, a partire dai più piccoli «che apriranno la manifestazione con una sfilata di costumi tipici del Perù ed una canzone cantata in cinese».

La scuola Ladispoli 1 è da quest’anno sotto la reggenza del dirigente scolastico Riccardo Agresti, noto ormai sul territorio locale, ma anche nazionale, per le sue attività mirate alla integrazione culturale, come ad esempio i corsi di lingua romena pomeridiani.

«Ciascuno di noi – ha detto il dirigente scolastico Riccardo Agresti – ha nel suo cuore radici provenienti da ogni parte del mondo, Francia, Cina, Spagna, regno Unito. E questo è un modo per celebrare l’interculturalità che c’è dentro ognuno di noi».

«Questa manifestazione – continua il dirigente scolastico – non è altro che il finale di un lavoro che è stato protato avanti tutto l’anno grazie al lavoro dei docenti che hanno lavorato sull’integrazione delle varie culture, dei vari popoli e delle lingue. Oggi saranno presenti molti stand rappresentativi delle tradizioni di ciascun popolo e cultura, e noi festeggeremo la ricchezza che ciascuna ‘‘diversità’’ sa darci».

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