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Alessandro Gnazi non ci sta

Alessandro Gnazi non ci sta

«Il Pd ha le potenzialità di esprimere il nuovo che ha dentro di sè solo se rimuove gli ostacoli che glielo impediscono». «Ci sono uomini e donne che possono confrontarsi e rendersi alternativi»

CERVETERI – Prende posizione Alessandro Gnazi. Proprio non ci sta a lasciare a Pascucci lo scettro di interprete e fautore esclusivo di un nuovo modo di intendere e di fare la politica. ” E’ vero” dice “E’ difficile stargli dietro perché molto abile ed interpreta perfettamente ciò che i tempi richiedono, Ma ci sono due punti che a mio avviso vanno puntualizzati. Il primo è che lui parte da una posizione di vantaggio, quella di Sindaco, ma questo non è il più importante. Il secondo, e questo invece è importante, è che si trova a competere con una politica , chiamiamola ufficiale, ancora inadeguata ad interpretare le istanze che i tempi richiedono ed incapaci di uscire dagli eterni schemi ormai tramontati. E’ da qui che emerge che parlano due linguaggi diversi. Io, per esempio, durante la mia esperienza di segretario di circolo del PD, ho provato in ogni modo ad aprire al partito che ritengo stia fuori dalle mura del circolo, che poi è il vero partito, quello che va a votare, quello che esprimerà il giudizio ultimo, quello che sa distinguere. E’ stato un dialogo tra sordi con quella parte che poi si è riconosciuta in UNIDEM che si è arroccata sull’opposizione a Pascucci, ma non alla sua politica, non alle cose che faceva o eventualmente a come le faceva, ma a esclusivamente per screditarlo, perché l’opposizione era finalizzata alla sua persona, mai al suo agire e fare ma al suo essere. Essere colui che ha fatto emergere trame corruttive e creato problemi a molti di quel partito che si ostinavano e si ostinano a coltivare forse sogno e disegno, altrimenti non si capisce perché perseverare e non tornare alla politica. Quando mi sono accorto che questo agire stava trasformando inevitabilmente la lotta interna tra un pro o un contro Pascucci, ho deciso di rinunciare a mediazioni impossibili pur se caldeggiate da una parte di esponenti romani. Un colpo di orgoglio e uno di reni. Molta trasparenza nell’agire e avere il coraggio di correre il rischio di perdere 100 voti per riconquistarne mille. Sono sicuro che nel nostro bacino ci sono uomini e donne che sanno fare politica in modo nuovo e possono confrontarsi sullo stesso terreno di Pascucci e magari un giorno rendersi alternativi’’. (To. Mo.)

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