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Grido d'allarme per il Palazzo di Giustizia

Grido d'allarme per il Palazzo di Giustizia

Il presidente dell'Ordine degli Avvocati Paolo Mastrandrea ha scritto alla Corte d'Appello denunciando nuovamente i gravi problemi del Tribunale. E chiede un intervento immediato

CIVITAVECCHIA – Un grido d’allarme, l’ennesimo. È quello che arriva dal presidente dell’Ordine degli Avvocati di Civitavecchia Paolo Mastrandrea che, nei giorni scorsi, ha inviato una lettera al presidente della Corte di Appello di Roma Luciano Panzani, all’indomani della recente visita al Palazzo di Giustizia in occasione dell’insediamento del nuovo procuratore capo Andrea  Vardaro.

Mastrandrea ha sottolineato “la situazione di estrema urgenza in cui versano ormai da lungo tempo gli Uffici Giudiziari di Civitavecchia, tale da rendere non ulteriormente procrastinabile l’adozione di urgenti ed efficaci provvedimenti a sostegno – ha spiegato – l’organico degli Uffici, come in precedenza denunciato, è del tutto inadeguato per far fronte alle sopravvenienze e per lo smaltimento dell’arretrato”. E poi il numero dei magistrati, cronicamente insufficiente già all’indomani dell’estensione territoriale del circondario a Fiumicino, “che costituisce ora – ha aggiunto – un problema cruciale laddove il carico di lavoro per ogni Giudice è in larga misura superiore a quanto sostenibile. Ma, ancora più gravemente, specialmente in ambito civile, la dotazione organica delle cancellerie costringe ormai da tempo un solo impiegato ad occuparsi, smistare ed evadere gli affari assegnati a tre magistrati, quando invece il rapporto dovrebbe essere inverso”.

Mastrandrea ha definito aleatoria la realtà quotidiana, caratterizzata dalla perenne incertezza. E questo lo vivono gli avvocati, ma anche l’utenza. “Non si è mai sicuri su quali e quanti incombenti sarà possibile adempiere – si legge nella lettera – e ormai trovare una cancelleria aperta per poter evadere le incombenze è frutto di fortunate coincidenze. La dimensione del nostro Tribunale, se da una parte ha sempre favorito la spontanea collaborazione tra gli tutti operatori di giustizia, in un’ottica di reciproco rispetto e comprensione, oggi sconta purtroppo il prezzo di un clima di tensione a noi sconosciuto, e sempre più spesso lo scrivente assiste ad episodi di esasperazione, sia del personale che degli avvocati. In questo contesto, la semplice fruizione di un permesso o di una assenza per malattia, per non parlare del diritto al godimento delle ferie maturate, induce la consapevolezza di aggravare in tal modo il lavoro quotidiano del proprio collega”.

Pur sottolineando e riconoscendo lo sforzo che il presidente del Tribunale Gianfranco Mantelli ogni giorno “dedica alla gestione impossibile di un apparato precario, privo persino di un dirigente amministrativo – ha aggiunto – il Consiglio che rappresento si associa incondizionatamente ai suoi ripetuti appelli alle Istituzioni per arginare una situazione ormai disperata. Non sfugga l’importanza del nostro Tribunale in un contesto territoriale strategicamente rilevante e non può passare l’idea di una latitanza delle istituzioni, probabilmente assorbite in progetti di epocale quanto, purtroppo, ipotetica efficacia. Questo – ha spiegato ancora Mastrandrea – è purtroppo il frutto di una pericolosa rassegnazione che sta minando ogni residuo di spirito sacrificio, ormai non più sufficiente a supplire ad una persistente indifferenza delle istituzioni”. Il presidente dell’Ordine giudica inefficaci iniziative di protesta da parte dell’avvocatura locale per far accendere i riflettori sulle condizioni del Tribunale, “che disattenderebbero – ha concluso – ogni residuo afflato costruttivo da parte nostra, ma dovremmo soprattutto per questo meritare urgente attenzione”.

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