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Droga: gli arrestati davanti al giudice

Droga: gli arrestati davanti al giudice

Al via ieri gli interrogatori di garanzia per i civitavecchiesi arrestati nell’ambito delle recente operazione della Polizia. La maggior parte degli indagati si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Solo una delle tre persone finite in carcere ha deciso di chiarire la propria posizione

CIVITAVECCHIA – Sono iniziati ieri mattina gli interrogatori di garanzia per i civitavecchiesi arrestati nell’ambito della recente operazione del commissariato di Polizia.
L’intensa attività di indagine, durata oltre otto mesi e coordinata dal sostituto procuratore Lorenzo Del Giudice, ha permesso di sgominare, secondo l’accusa, un’intensa attività di spaccio di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina, su tutto il territorio.
Otto le ordinanze di custodia cautelare emesse dal Tribunale di Civitavecchia ed eseguite venerdì scorso dagli agenti di viale della Vittoria, coordinati dal dottor Giovanni Lucchesi.

Si tratta di tre misure di custodia cautelare in carcere, tre agli arresti domiciliari e due obblighi di dimora nei confronti di altrettante persone.
C’è poi una quarta persona destinataria di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, che però risulta ancora latitante.

E ieri hanno preso il via gli interrogatori davanti al giudice Massimo Marasca. Prima i detenuti al carcere di Borgata Aurelia. Solo uno di loro, assistito dall’avvocato Francesca Maruccio, ha deciso di parlare davanti al gip e di chiarire la propria posizione, rispondendo alle domande del giudice rispetto agli episodi contestati. Per lui l’avvocato Maruccio ha chiesto la modifica della misura cautelare.

Si è avvalso invece della facoltà di non rispondere l’altro detenuto, assistito dall’avvocato Roberta Sacco, che difende anche una delle persone finite ai domiciliari.
Entrambi hanno deciso di trincerarsi dietro il silenzio, con l’avvocato che ha chiesto per la revoca della misura cautelare per la civitavecchiese attualmente ai domiciliari.
Facoltà di non rispondere anche per l’altro arrestato ieri davanti al giudice Marasca, e difeso in questo caso dall’avvocato Ernesto Tedesco. Anche in questo caso è arrivata la richiesta di revoca o, in subordine, di modifica della misura cautelare.
Il giudice si è riservato sulle decisioni. Intanto gli atti sono stati trasmessi nuovamente al pubblico ministero Lorenzo Del Giudice per il parere obbligatorio. Probabile che già alla fine della settimana possa essere sciolta la riserva. In questi giorni, intanto, proseguiranno gli interrogatori con gli altri indagati che si troveranno davanti al giudice.

Le indagini della Polizia sono partite a seguito del tentativo di suicidio, con gli agenti che hanno messo in campo una serie di appostamenti e pedinamenti che hanno consentito di individuare dei personaggi, alcuni componenti di uno stesso nucleo familiare, che avevano allestito e sviluppato una fitta rete di spaccio adottando particolari cautele e modalità nella redditizia attività al fine di neutralizzare eventuali indagini. Le investigazioni e le successive intercettazioni telefoniche ed ambientali disposte dal pubblico ministero titolare delle indagini, integrate dall’attività d’indagine tradizionale, hanno fatto emergere una realtà complessa e fiorente.
Intanto la Polizia è sulle tracce del latitante.

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