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“Lavoro, amaro in bocca per i cittadini di Montalto”

“Lavoro, amaro in bocca per i cittadini di Montalto”

Il segretario del Pd Quinto Mazzoni fotografa la situazione occupazionale del paese,  puntando il dito contro la scarsa progettualità dell’amministrazione Caci “Troppe false promesse di lavori mai nati. Un comune lasciato nell’abbandono ma ricco di goliardici girotondi intorno alle serate al teatro”

MONTALTO DI CASTRO – “La disoccupazione nel nostro Comune  è un problema annoso. Si individua l’inizio della crisi occupazionale dopo la fine della costruzione della “Centrale Enel”. Da allora nulla di concreto, se non tramite promesse, è stato fatto per impegnarsi sul settore occupazionale”.

Quinto Mazzoni, segretario Pd di Montalto di Castro e Pescia Romana, prende posizione sulla situazione della cittadina castrense, fotografando un paese che mostra tutto il suo disagio per una forte crisi occupazionale.

 “La creazione dei siti produttivi a Montalto e la grande zona industriale davanti alla centrale energetica hanno lasciato l’amaro in bocca ai cittadini montaltesi protesi alla ricerca di un’occupazione stabile. Negli ultimi tempi  tali conseguenze si sono accentuate ancora di più. La totale mancanza di strategie politiche produttive e l’uso improprio di incubatori nati per nuove imprese. Occasioni perse per l’insediamento di nuove opportunità produttive, centinaia di posti di lavoro persi e mai più ripresi, la capacità di non assolvere al dovere di creare posti di lavoro, sembra divenuta una costante fissa per questa amministrazione”.

“È palese che il modo di dire,  ‘andiamo avanti tanto c’è sempre tempo’ , ormai non paga più. – aggiunge Mazzoni – Tanti giovani lasciati a se stessi, troppe false promesse di lavori mai nati, una moltitudine di giovani costretti a non avere un progetto per il futuro. Situazione ancor peggiore per tutti coloro che non avendo un lavoro che gli permetta di mandare avanti la famiglia sono costretti a umiliarsi, ricorrendo ai Servizi sociali e molto spesso alla Caritas per il sostentamento dei loro familiari. Si fa presto quando si è presi dallo sconforto a passare a gesti estremi, ma questo deve essere prevenuto”.

 “Tutto ciò è una costante fissa che denota l’impossibilità, anzi la non capacità di eseguire la guida di un Comune, lasciato all’abbandono, ma ricco di goliardici girotondi intorno alle serate al teatro. Il diritto al lavoro è un diritto di tutti e nessun cittadino può essere umiliato e costretto a ricorrere agli assistenti Sociali e alla Caritas. Ogni cittadino deve avere l’opportunità di guardare negli occhi i propri figli con fierezza, senza sentirsi mortificato. Senza una programmazione progettuale a lungo termine da effettuare da chi amministra il territorio non ci sarà mai la possibilità di avere dei posti lavorativi a lungo termine per i nostri figli. Se chi gestisce il nostro territorio ascoltasse con il cuore la disperazione di alcuni cittadini, di sicuro si impegnerebbe a trovare una soluzione invece di rispondere con sorrisetti  di comodo e progetti propagandistici mai realizzabili”.

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