Pubblicato il

''L’unica via da percorrere è il Consiglio di Stato''

''L’unica via da percorrere è il Consiglio di Stato''

ACQUA. Il sindaco di Ladispoli Crescenzo Paliotta interviene sulla recente bocciatura del Tar sul ricorso contro Acea. Il primo cittadino: « La Regione Lazio deve fare ambiti diversi»

LADISPOLI – Interviene il sindaco di Ladispoli Crescenzo Paliotta sulla recente sentenza del Tar che ha rigettato il ricorso di alcuni comuni, tra cui quelli di Ladispoli e Civitavecchia, contro Acea Ato 2. «Il timore del rigetto c’era – spiega Paliotta – stiamo valutando tutte le soluzioni confrontandoci con gli altri comuni e almeno allo stato attuale l’unico passo da fare è ricorrere al consiglio di stato. Continueremo poi la battaglia dal punto di vista politico affinchè la Regione Lazio cambi il suo orientamento e si decida a fare finalmente degli ambiti diversi e allora potremo ragionare».

«Noi capiamo – spiega Paliotta – che gestire l‘acqua dalla captazione fino alla depurazione è un discorso che va al di là delle forze del comune ma chiediamo un ambito naturale e non quello innaturale dove all’interno di un ato ci sono 100 Comuni. Gli ultimi segnali dalla regione non sono molto incoraggianti ma sta a noi smuovere le cose in maniera molto molto pesante. Le cose deve essere presa in mano direttamente dall’assessorato e dalla giunta. Porteremo la questione sul lato politico».

E ai molti cittadini che domandano che fine abbia fatto il referendum sull’acqua pubblica il sindaco risponde precisando che «le fonti in Italia sono pubbliche mentre sulla gestione la legge aveva specificato che i comuni se volevano potevano tenerla in house dando appunto i riferimenti normativi, tuttavia diciamo che le regioni stanno andando un po’ a ruota libera. Per quanto riguarda l’Acea la maggior parte delle azioni, ad esempio, sono pubbliche, mentre una parte privata quindi anche su questa questione è arrivato il momento che si faccia chiarezza in maniera definitiva».

E come il sindaco Cozzolino ha dichiarato alla stampa nei giorni scorsi il Tar non è entrato in merito al ricorso ma ha semplicemente rigettatola richiesta di sospendere la diffida, e forse per Paliotta c’è qualche speranza di fronte al Consiglio di Stato.

«La Regione – spiega Paliotta – deve fare degli ambiti diversi, finchè non c’è una ato diversa noi non possiamo essere costretti ad entrare in un’ato che è decaduta».

E sui disagi idrici degli ultimi giorni Paliotta spiega che «Acea ha una conduttura che parte da roma nord ovest fino a Civitavecchia, noi ne prendiamo il 15% della nostra capacità di distribuzione e quando arriva maggia passiamo da 25 lt/s a 40. Speriamo che sia un fatto puramente tecnico. Per ora stiamo tenendo testa ad alcune problematiche ma ci preoccupano i fine settimana e luglio agosto. Ieri mattina è partita un’ulteriore richiesta ma dopodichè ne parleremo a livello regionale».

ULTIME NEWS