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Repubblica è democrazia

Repubblica è democrazia

Ieri la città ha avuto occasione di riflettere. Si può proteggere liberandola da interessi di parte

di TONI MORETTI

 

CERVETERI – Si potrebbe approfittare, ora che la festa della Repubblica del settantennale è ormai annoverata nel ricordo, di vedere se è vero che ha portato alla riflessione richiesta, anche in questa città, che vive un momento definibile inebriante tra lo sconosciuto ed entusiastico orientamento a voltare pagina che può sembrare un azzardo e l’ossidato e conosciuto sistema che di certo un azzardo non è ma che di edificante non ha proprio niente e che ripropone schemi e personaggi che non in prima persona ma per ciò a cui sono legati non possono che rappresentare quello che c’è e cioè un panorama desolante dal quale si fa non poca fatica ad uscire. La difficoltà reale è che non è una questione di parti o di partiti ma le difficoltà che queste hanno di scegliere cosa e come fare. E’ sicuro che ogni parte o partito ha in se, sia pure con le differenze ideologiche che le contraddistingue, forze sane, capaci, meritevoli di attenzione e di fiducia, che vorrebbero, sia pure nella loro ottica, una città diversa da quella che hanno. Emerge con forza che ogni parte ha una quantità enorme e sommersa di popolo accomunata da un denominatore comune che è il bene della collettività. C’è gente da una parte e dall’altra che magari è divisa sul fatto che un asilo debba essere pubblico o a gestione privata ma che è unita sul fatto che il terreno dove deve sorgere, non deve essere per forza di quella persona, legata a chi fa lobbisticamente i suoi interessi, che porta a pressioni che possono condurre ai margini della legalità se non addirittura superarli sporcando irrimediabilmente la politica. Cerveteri, negli ultimi cinquant’anni, è stata stretta nella morsa degli interessi essendo stata teatro di una montante speculazione edilizia sorta purtroppo su latifondi i cui proprietari hanno addomesticato l’intera classe politica sostenendo ora una bandiera ora l’altra purché facessero gli interessi a loro necessari. Il risultato è quello che si vede: piano regolatore prima violato e poi bloccato da quasi trenta anni, vertenze mai risolte, hanno determinato una “ammuina” tale tra amministratori, dirigenti comunali e privati che nasce il sospetto oggi, che sia frutto di un piano preordinato per fare un “casino” mirato a rendere impossibile a rilevare responsabilità individuali e qualora ora emergessero, quasi tutti si dissolverebbero nei meandri della prescrizione. Il risultato è stato che il territorio non ha avuto sviluppo organico e funzionale alle loro esigenze, hanno subito ricatti e soprusi con una economia del territorio fallimentare da ogni punto di vista. Ora il fatto è che gli eredi di chi ha provocato tanto disastro tardano caparbiamente ad uscire di scena e richiedono fiducia alla gente promettendo nuovo sviluppo, e pontificando sugli errori commessi dai padri senza però tagliare il cordone ombelicale, anzi ponendo la soluzione di un personaggio esterno che favorito da quella “sinistra” e da quella “destra” farebbe sintesi facendo tesoro di tanta esperienza . Piccolo errore però, pone in bella vista e divulga qualcosa che lo lega a gli interessi di una determinata parte quasi a voler significare che il buono di Cerveteri è racchiuso lì. Intanto il Sindaco degli “spot” e degli annunci a slogan, comincia ad incassare risultati evidenti. Dalla sua newsletter apprendiamo che ciò che aveva annunciato:”La stagione si farà”, effettivamente si farà avendo accettato, tre stabilimenti su quattro un accordo con la soc. Ostilia che permetterà di farla. Senza entrare nel merito, in questa sede, di vicende che riguardano i tribunali, registriamo anche che dopo quarant’anni Campo di mare non avrà più sete e che “spot” per “spot” sembra avviata ad un futuro che ne cambierà radicalmente lo stato. L’impegno di difendere la nostra Repubblica che sostanzialmente significa di proteggere la nostra democrazia, non potrebbe tradursi in una presa di posizione di cittadini che da ogni parte si liberino dei lacci e facciano saltare quei tappi che li vogliono addomesticati o disinteressati e partecipino in prima persona alle scelte chiedendo deleghe di rappresentanza “Pulite”?

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