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Storica apertura delle più antiche espressioni d’arte etrusche

Storica apertura delle più antiche espressioni d’arte etrusche

La Tomba delle Fasce Dipinte e della Cornice Rossa aperte al pubblico dal 1 giugno

CERVETERI – Il 1 giugno la prima storica apertura al pubblico della Tomba delle Fasce Dipinte e della Cornice Rossa, due delle più antiche, importanti e interessanti espressioni dell’arte etrusca, risalenti alla fine del VI secolo a.C. Il taglio del nastro della Tomba della Cornice è avvenuto alla presenza degli alunni e alunne della scuola Salvo D’Acquisto. Un progetto voluto dall’Amministrazione comunale realizzato grazie al prezioso lavoro dei volontari del NAAC (Nucleo Archeologico Antica Caere) in sinergia con la Soprintendenza e con il sostegno economico dato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavecchia (CARICIV). La Tomba della Cornice Rossa, che prende quasi sicuramente il nome dalla cornice aggettante che corre lungo tutta la stanza centrale, si compone di tre camere: una è quella principale, dove ancora è ben conservata una cornice scolpita nel tufo e riempita di colore rosso, le altre sono quelle laterali, di dimensioni più piccole. Un’altra caratteristica sono le due sedie scolpite che si trovano ai lati dell’ingresso. Entrando nel vestibolo infatti, ai lati della porta, sono posti due troni scavati nel tufo, con poggiapiedi e spalliera a dischi. Complessivamente la Tomba ha una capacità di dieci sepolcri. Visitabile anche la Tomba delle Fasce dipinte recuperata già nel 1999 dai volontari del NAAC, ma fino ad oggi non ancora aperta al pubblico. In questa tomba, svuotata completamente dalla terra e dai blocchi di tufo, sono ben visibili le sue cornici e le sue fasce colorate di nero e rosso. Soddisfatto Lorenzo Croci, assessore al Turismo che esalta «il brillante risultato ottenuto nel percorso di potenziamento e valorizzazione dell’offerta turistica. Questo ci porta a continuare con rinnovata determinazione nel nostro percorso che si è prefissato obiettivi sempre nuovi che porti Cerveteri nella classifica mondiale delle Città di cultura più visitate dal turismo internazionale. La speranza è che altri operatori ci vengano dietro nell’implementare i servizi di accoglienza necessari». (Giu. Ol.)

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