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Pirgo: lo stabilimento non ci sarà

Pirgo: lo stabilimento non ci sarà

CIVITAVECCHIA – Spiaggia libera non attrezzata, per questo anno, senza un gestore. Stiamo parlando del Pirgo, del quale si prende cura da anni l’imprenditore Mario Benedetti, vincitore di una gara risalente ad alcuni anni fa. Quest’anno le cose sono cambiate: con notevole ritardo il Comune ha deciso di pubblicare un avviso per la gestione dello stabilimento e ancora una volta l’unico ad aver presentato un’offerta, è stato Benedetti. La pratica, tuttavia, da quanto si apprende non aveva tutte le carte in regola sotto il profilo amministrativo: mancava un documento, che Mario Benedetti non ha allegato. Una semplice svista? Un messaggio chiaro a chi ancora crede di poter gestire certe questioni all’ultimo momento, con superficialità e senza curare i particolari? Al momento si sa solo quello che è successo martedì al Comune: quando gli addetti hanno l’unica busta con l’offerta pervenuta per la gestione della spiaggia del Pirgo, hanno dovuto escludere Benedetti che l’ha presentata. E adesso cosa succederà?

Il Pirgo in questi primi giorni di giugno ha già accolto i primi bagnanti, senza alcuna struttura, in un’area reduce dall’inverno, ricettacolo di immondizia e popolata da giganteschi topi. Nessuno si prenderà cura della spiaggia e quello che avrebbe potuto rappresentare il biglietto da visita per turisti e residenti, appare destinato a trasformarsi in una zona immersa nel degrado. Oltre alla desolazione per un posto spento in estate, quindi, anche il pericolo che possa diventare luogo di ritrovo per chi vive di espedienti. Tra l’altro, seppure Benedetti avesse vinto la gara, avrebbe dovuto superare un ostacolo insormontabile: il tempo. I ritardi del Comune, infatti, avrebbero creato un problema notevole al gestore, che in genere impiega almeno venti giorni per montare le strutture e traferire sulla spiaggia frigoriferi, impianti e tutto l’occorrente per garantire adeguati servizi ai bagnanti. Eventualmente la situazione si sarebbe stabilizzata a luglio, ma in questo modo il gestore avrebbe perso un mese intero di lavoro. Sperando poi che luglio garantisca delle belle giornate da mare. I danni dell’improvvisazione sono proprio questi: arroganza e incompetenza diventano spesso un cocktail micidiale. Questa volta a farne le spese sono i gestori delle spiagge.

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