Pubblicato il

Porto della Concordia, ''Revocare la concessione''

«Il mare, bene prezioso, va restituto ai cittadini. Il territorio va difeso». Ieri biciclettata di protesta organizzata dal Collettivo No Porto

«Il mare, bene prezioso, va restituto ai cittadini. Il territorio va difeso». Ieri biciclettata di protesta organizzata dal Collettivo No Porto

FIUMICINO – «Sono passati quasi 6 anni da quando la spiaggia e il mare di Fiumicino sono stati sequestrati ai cittadini, per essere regalati a individui di dubbia onestà». Lo afferma il Collettivo No Porto, protagonista ieri di una biciclettata di denuncia.

«Il porto della Concordia, che secondo i piani dei costruttori avrebbe dovuto essere ormai concluso, è solamente un cantiere fantasma. Le opere che fino ad ora sono state realizzate rappresentano uno scempio ai danni della costa, che ha forse irrimediabilmente deturpato il paesaggio naturale alla foce del Tevere.

Ora che si avvicinano i termini di consegna del Porto indicati nella convenzione urbanistica sottoscritta con il Comune, il sindaco Montino dichiara che l’amministrazione è intenzionata a chiedere la revoca della concessione, mentre la società IP tenta di mettere all’asta il cantiere, svendendo per 120 milioni di euro quello che dovrebbe essere un bene comune.

Siamo stanchi di avere un ruolo così marginale nelle decisioni che riguardano il nostro territorio, stanchi di vedere le nostre spiagge recintate e il nostro mare maltrattato. Siamo convinti che delegare passivamente alle amministrazioni la gestione dei beni comuni sia una scelta profondamente sbagliata e crediamo sia necessario adoperarsi in prima persona per la tutela e la valorizzazione delle risorse del territorio. Riteniamo di fondamentale importanza ogni iniziativa di autodeterminazione da parte dei cittadini, volta a dare un segnale concreto di dissenso verso le politiche malate e a beneficio di pochi che stanno devastando il nostro paese. Per questo ci riuniamo per le strade di Fiumicino per chiedere a gran voce la revoca della concessione del Porto della Concordia. Affinché anche le amministrazioni locali prendano finalmente una posizione chiara e si impegnino per restituire al paese il suo bene più prezioso: il mare. Perché crediamo che l’unica grande opera possibile sia la difesa del territorio».

ULTIME NEWS