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La politica sperimenta alleanze

La politica sperimenta alleanze

In città prese di posizione per tastare il terreno. Ad un anno dalle elezioni prove tecniche tra ‘‘becerate’’ e giochi a nascondino

di TONI MORETTI

 

CERVETERI – Senz’altro è venuto ad esaurirsi il periodo dell’alternanza in un paese dove negli ultimi cinquanta anni di storia politica, al di là dei mitici scontri tra don Camillo e Peppone, perché in ogni paese c’era un don Camillo e un Peppone magari inconsapevoli, dove alla fine, chi vinceva faceva vincere anche l’altro perché tutto era stato apparecchiato prima. Le carte si sono un po’ mischiate. Don Camillo ha umanizzato il suo bianco e sbiadito il suo nero. Peppone, aggiungendo al rosso il bianco è diventato arancione ma in ciò che hanno rappresentato negli anni non sono riusciti ancora a raggiungere il massimo dell’identificazione negli stereotipi che rappresentano. Ecco il motivo per il quale i ‘‘capi bastone’’ sembrano capitani senza eserciti, confusi e ubriachi. Qui a Cerveteri, c’è un aggravante. Un uomo da battere che sembra in verità un po’ alieno. Non si fa prendere le misure, non si lascia trasportare mai sul terreno dell’avversario ma lo porta sempre nel suo e soprattutto si ha la consapevolezza che se vince lui, vince lui, chi la pensa come lui, chi ha la sua visione della città, chi è disposto anche a correre qualche rischio per il suo sviluppo in armonia con la qualità della vita e i bisogni della gente, ma assolutamente non vince anche l’altro. Capito questo, tutto il mondo di quella politica che ha provocato l’antipolitica è entrata in tilt e ha reagito coi mezzi che aveva, compresi quelli intellettivi che sono stati una vera delusione. Ognuno prende le coordinate, fa i calcoli, e spara le sue bordate. ‘‘Becerate’’ che vanno da Dio al cancro, “bombolate” inaudite tanto da ritornare in faccia. Ma qualcuno riesce ad essere più cauto, più paziente nell’attesa, anche se rovina tutto quando concede ‘‘fantasmatiche’’ interviste a nome di un soggetto politico non dichiarando la sua identità ma mandando furbescamente avanti solo gli splendidi occhi della Meloni. Sembra una sigla animata da buon senso e dalla voglia di tutelare i cittadini come in passato non hanno saputo fare, che si aprono alle novità visto il successo della Meloni ma che nello stesso tempo, pur pigliando le distanze, «se però il centro destra va unito ha una possibilità per vincere». Si fa avanti quindi Fratelli d’Italia DN tenendo nascosti i Cervetrani e mandando avanti la Meloni senz’altro più bella e gradevole di La Russa o di Storace. Sta di fatto che se queste sono le prove tecniche ci sarà ancora da ridere.

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