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NewCo: si attende il parere dei Revisori

NewCo: si attende il parere dei Revisori

La costituzione della nuova società di servizi rinviata di mese in mese. L’assessore Tuoro traccia un quadro della situazione nella sua relazione al Rendiconto 2015 e considera imminente ormai il passaggio in Consiglio. Rimangono ancora tanti dubbi e domande sul futuro delle municipalizzate e sui piani di concordato per ripianare i debiti

CIVITAVECCHIA – Per l’amministrazione la creazione della NewCo è cosa fatta ormai. Mancherebbe solo qualche piccolo passaggio. Ma rimangono anchera tanti dubbi e domande su quello che sarà il futuro delle partecipate cittadine. L’assessore al Bilancio Florinda Tuoro, nella sua relazione al Rendiconto 2015, ha fatto un passaggio anche sulla nuova società che dovrebbe garantire servizi migliori ed adeguati. Una costituzione rinviata di mese in mese, da un anno e mezzo ormai. Il collegio dei revisori dei conti ha evidenziato alcune criticità, con il dirigente ai servizi finanziari che il 1° giugno scorso ha relazionato ai revisori illustrando nuovamente il percorso di risanamento già tracciato nel Piano di razionalizzazione del 31 marzo 2015 e delineato in diverse occasioni allo stesso collegio. Forse il problema sta proprio nel fatto che oltre a quel piano non si è andati. Hcs, Argo, Città Pulita ed Ippocrate sono ormai da tempo in iquidazione, e oggi anche Civitavecchia Infrastrutture. Ma della NewCo non c’è traccia ancora.

«È stata ultimata – ha assicurato Tuoro – la definizione dei documenti fondamentali per la scelta del modulo gestorio dei servizi pubblici locali e della costituzione della newco. Il 25 maggio scorso è stata inviata alla attenzione del Collegio dei Revisori, al fine di acquisire il relativo parere, la proposta di deliberazione con lo schema di statuto e l’atto costitutivo, gli schemi dei contratti di servizio e delle carte dell’utente, le linee guida del piano industriale strategico 2016/2020. Siamo in attesa del parere per procedere all’approvazione in Consiglio Comunale».

Rimane però ancora in sospeso anche la questione della ristrutturazione del debito pregresso delle quattro società partecipate attraverso altrettante distinte procedure di concordato in Tribunale, «ciò anche al fine di scongiurare il rischio del fallimento delle società partecipate – ha aggiunto l’assessore – ed i conseguenti potenziali riflessi negativi sull’Ente e in termini di impatto sociale». Un aspetto che sembra pesare, e non poco, soprattutto se si prende in considerazione l’aspetto relativo alla copertura dei piani di concordato e il finanziamento per fari ripartire, di fatto, la nuova società. Senza contare il fatto che, su tutta l’operazione, pende ancora il decreto Madia e la stretta sulle partecipate. E si devono ancora chiarire gli aspetti, criticati dagli stessi revisori, riguardanti i compensi erogati agli amministratori e liquidatori delle società.

Nel frattempo, dopo la proposta di piano presentata ormai diversi mesi fa, anche i sindacati sono rimasti a guardare, in attesa di una convocazione da parte dell’amministrazione comunale.

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