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Ritrovamenti umani al Castellaccio

Ritrovamenti  umani al Castellaccio

LADISPOLI – Procedono senza sosta i lavori di scavo sotto il Castellaccio dei Monteroni, a Ladispoli.

Pian piano riaffiorano i resti della civiltà Romana. Già il ritrovamento di parte dell’antica via Aurelia, avevano destato un enorme interesse non solo mediatico ma anche tra degli appassionati di archeologica, e cittadini. Con il passare delle settimane sale la curiosità di sapere cosa custodisca il sottosuolo dell’antico maniero Ladispolano.

Sta uscendo di tutto dall’area del cantiere, coordinato sin dall’inizio dalla soprintendente del Lazio e dell’Etruria Meridionale, Alfonsina Russo, dal funzionario di zona, Rossella Zaccagnini e dall’archeologa incaricata di seguire gli scavi dal comune di Ladispoli, Maria Cristina Recco.

Nelle ultime ore le attenzione si sono concentrate sul lato nord ovest del Castello, dove è affiorato un grande sepolcro, lungo più di sei metri. A fianco, innumerevoli utensili risalenti sicuramente all’epoca romana, ma anche dei resti umani, tra cui un femore.

L’ipotesi affatto remota è che sotto al Castellaccio ci siano importanti tracce, di un luogo vissuto tanti secoli fa.

Oramai inconfutabili gli indizi. La presenza del pozzo e, quindi, dell’acqua, e di una cisterna fa ipotizzare agli archeologi che al Castellaccio, anche in epoca romana, ci fosse una stazione di posta.

C’è un mistero e riguarda invece la stratificazione del luogo. Due strade si sovrappongono, quella romana che conserva tutti i suoi basoli e una medievale.

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