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Civitavecchia C'è boccia l'amministrazione a Cinque Stelle

Civitavecchia C'è boccia l'amministrazione a Cinque Stelle

CIVITAVECCHIA – “L’attuale amministrazione comunale non sta assolutamente mantenendo promesse e premesse elettorali, anzi alla luce dei fatti, l’azione dell’esecutivo deve essere considerata inefficace e sfuggente alle assunzioni di responsabilità”. È una sonora bocciatura quella del direttivo di Civitavecchia C’è, nei confronti dell’amministrazione a Cinque Stelle.

“Sarebbe stata nostra grande soddisfazione oggi commentare positivamente i primi due anni di una Amministrazione nella quale avevamo riposto molte speranze per il miglioramento della nostra città e la qualità della vita dei cittadini – hanno spiegato – purtroppo non è così. Da queste considerazioni, per ora, teniamo separato l’operato dei consiglieri comunali, rei comunque di essersi fatti sottrarre il diritto/dovere dell’atto di indirizzo e controllo, facendosi relegare in una situazione di subalternità, pur essendo di fatto responsabili in proprio di eventuali approvazioni incongrue, come successo ultimamente per debiti fuori bilancio”.

Diversi gli esempi messi sul tavolo da Civitavecchia C’è: l’arenamento delle pratiche inerenti l’uscita dalla città metropolitana, nonostante il parere favorevole del Consiglio Comunale, l’aumento delle tasse e servizi senza alcun miglioramento in termini qualitativi, “un bilancio poco chiaro – hanno aggiunto – che a breve potrebbe essere “compromesso” per le incerte entrate dell’Enel, e per il cattivo stato finanziario delle municipalizzate, l’aumento della disoccupazione e della emergenza abitativa, la mancata raccolta differenziata dei rifiuti, la crisi permanente della discarica, del sistema fognario, del depuratore, del collettore, del servizio idrico con le continue perdite ormai fuori di ogni controllo, come le fogne a cielo aperto e le chiusure delle strade peraltro già in uno stato di degrado. Rileviamo inoltre una inadeguata politica del commercio che oltretutto vede chiuso il mercato ittico e con  problemi strutturali il San Lorenzo, con gli operatori divisi ed in attesa di sistemazione definitiva, i dehors con tanta facilità fatti demolire e ancora in attesa di nuove soluzioni, la pessima gestione di alcune importanti tradizioni popolari, e del Teatro Traiano che vede l’impoverimento degli spettacoli, senza diminuzione dei costi per gli utenti, la ristagnante situazione dell’Italcementi, ad alto rischio per la salute dei cittadini a causa della presenza dell’amianto, il depauperamento – hanno ancora sottolineato – del patrimonio immobiliare, tra cui molti impianti sportivi, ai quali è stata tolta qualsiasi forma di manutenzione, come anche alle società qualsiasi forma di sostegno, il sempre più inconsistente trasporto pubblico, bisognoso di miglioramenti qualitativi e quantitativi, la totale mancanza di attenzione per la eliminazione delle barriere architettoniche e sulle associazioni, specialmente quelle delle categorie più deboli, il mancato rifacimento di parchi e parcheggi”.

Secondo l’associazione, di fronte ad una situazione del genere, “pur riconoscendo la difficoltà del ruolo, rimane impossibile non  individuare nella persona del sindaco Cozzolino – hanno aggiunto – il maggior responsabile dell’attuale pessima gestione, seppur con l’attenuante di aver ereditato una situazione “pesante”. Infatti, sono sue le scelte di aver accorpato tanti poteri in poche persone, con scarse competenze nei rispettivi settori, di avere “importato” dirigenti che alla luce dei fatti sembrano inadeguati, di avere affidato alla Segretaria Comunale, non il ruolo di garante del rispetto delle regole istituzionali, ma quello di “paladina” di parte, di non avere dato alcun segnale di discontinuità rispetto al passato, neanche sotto il profilo ambientale, tanto che in due  anni non vi è segno di diminuito inquinamento, di essere andato a trattare questioni di vitale importanza per il futuro della città senza un parere indicativo e preventivo dei cittadini e neanche dello stesso Consiglio Comunale, in “spregio” alla tanto decantata “democrazia partecipata”, invocata – hanno concluso – quando si  è all’opposizione, ma completamente disattesa quando si governa”.

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