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Morte di Sara Bosco: arrestato il pusher con l'accusa di omicidio volontario

Morte di Sara Bosco: arrestato il pusher con l'accusa di omicidio volontario

La Polizia conferma che la ragazza è stata uccisa dalla droga fornitagli. Nuova autopsia sul corpo della ragazza per individuare il tipo di dose letale

di GIAMPIERO BALDI

SANTA MARINELLA – La conferma è arrivata nella mattinata. Secondo gli inquirenti che stanno conducendo le indagini per la morte di Sara Bosco, la giovane sedicenne di Santa Severa sarebbe stata uccisa.

Quindi non si tratta di un suicidio come si era detto dopo il ritrovamento del corpo della ragazza  all’interno dell’ex ospedale Forlanini, ma molto probabilmente uccisa da una dose fatale di eroina, certamente iniettata dal pusher che gli ha fornito la droga e che dopo alcuni giorni è stato arrestato dalla Polizia e indagato per omicidio volontario.

Dunque, continua senza sosta il lavoro degli investigatori, per ricostruire le ultime ore di Sara Bosco e cioè sapere cosa è accaduto dopo che la ragazza ha abbandonato la comunità di Perugia per ritornare a Roma. Per ora il corpo della giovane non è stato messo a disposizione dei genitori per il rito funebre in quanto dovrebbe essere disposta una nuova autopsia sul cadavere della ragazza per individuare quale tipo di droga le è stata iniettata.

La mamma, che per ore è stata sentita dagli inquirenti, non è indagata. Anche se sembra sembra confermato che sia stata la prima a giungere nel padiglione abbandonato del Forlanini,  trovando la figlia esanime su una barella.

La giovane era scappata da casa nel gennaio scorso, dopo aver abbandonato la scuola, gli amici e la famiglia, per rifugiarsi in uno scantinato in zona Pigneto a Roma dove frequentava giovani stranieri che probabilmente la rifornivano di droga.

Dopo che la mamma l’aveva cercata alla trasmissione “Chi l’ha Visto?”, una troupe di Rai 3 era andata alla ricerca della ragazza.

Il giornalista, accompagnato dalla madre della quindicenne, riesce a ritrovarla accampata in un garage. Era in compagnia di un ragazzo più grande di lei. La madre allora la prende in custodia e si dirige verso stazione Termini per riportarla a casa, ma quando la giovane viene a sapere che il Tribunale l’aveva affidata ad una casa famiglia, mentre era seduta in un caffè riesce a fuggire, facendo perdere di nuovo le tracce.

Viene però ritrovata dopo qualche giorno dalle forze dell’ordine e accompagnata alla casa famiglia di Monte San Giovanni Campano “Il Monello” e gestita dall’omonima associazione. Gli operatori riescono a tenere a bada solo un paio di giorni poi, nel tentativo di fuggire dalla struttura cui era stata affidata, prova a scappare calandosi dalla finestra posta al terzo piano, usando delle lenzuola annodate.

Il tentativo però fallisce e la ragazza precipitata al suolo riportando gravissime ferite tanto da essere ricoverata al Policlinico Gemelli di Roma in codice rosso. A Sara Bosco, vengono riscontrate diverse ossa rotte, trauma facciale e gravi ferite in tutto il corpo.

Rimessasi dopo tre mesi, Sara Bosco viene mandata in un centro per disintossicazione a Perugia. Un paio di giorni dopo però scappa di nuovo e torna a Roma.

E’ l’alba del 7 giugno quando viene trovata morta dalla madre in una stanza abbandonata del Forlanini.

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