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Renzi inaugura il ponte sullo stretto energetico

Renzi inaugura il ponte sullo stretto energetico

L’opera da record realizzata da Terna, che ora guarda all’Africa: «Sud motore elettrico del paese»

“Questa è un’opera in cui l’ingegneria italiana mostra, ancora un volta di più, che siamo forti, che siamo un Paese capace di realizzare cose che gli altri non fanno. Il Sud è il motore elettrico del Paese, noi l’energia rinnovabile dobbiamo portarla dal Sud verso il Nord”. Così il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha inaugurato a Favizzana di Scilla (Reggio Calabria) il nuovo elettrodotto Sorgente-Rizziconi realizzato da Terna, un Ponte sullo Stretto energetico che collega la Sicilia alla Calabria e al resto d’Italia. “Da oggi – ha sottolineato il premier – la bolletta elettrica dell’Italia costa 600 milioni di euro in meno l’anno grazie al lavoro che ha fatto Terna”. Un’opera da record che utilizza il cavo a corrente alternata più lungo del mondo (38 km) e per la quale Terna ha messo in campo negli ultimi 5 anni oltre 700 milioni di euro, uno dei più imponenti investimenti della storia del Gruppo. Non solo risparmi sul costo dell’energia, ma anche un ridotto impatto ambientale delle opere elettriche in Sicilia e Calabria: “Con l’attivazione di impianti di produzione molto meno inquinanti, stimiamo una riduzione delle emissioni di Co2 pari a 700 milioni di tonnellate l’anno”, aggiunge l’amministratore delegato di Terna Matteo Del Fante. L’opera rappresenta un primato tutto italiano: lunga 105 km, consente di aumentare la capacità di trasporto dell’energia fino a 1.100 MW. Il lavoro ha impegnato 150 aziende fra fornitori e realizzatori, di cui il 90% tutti italiani. Nel periodo sono stati complessivamente occupati più di 2.000 lavoratori. Grazie all’abbattimento di 114 km di elettrodotto, pari a 400 tralicci obsoleti, potranno essere recuperate 2.500 tonnellate tra acciaio, alluminio, vetro e calcestruzzo per un peso complessivo pari a circa 10 Statue della Libertà e liberati 228 ettari di territorio, pari a circa 250 campi da calcio.
E in prospettiva ora Terna guarda all’Africa. «Abbiamo presentato il progetto a livello europeo che è stato approvato nella sua prima fase – spiega Del Fante – speriamo di ottenere anche un supporto finanziario dall’Ue che riconosce, a livello formale con degli atti, la valenza geopolitica di un collegamento dal sud della Sicilia al nord della Tunisia». Tunisia che «è attualmente in deficit energetico – aggiunge Del Fante – e dare stabilità e sicurezza di approvvigionamento energetico alla Tunisia evitando i continui black out sarebbe un segnale tangibile che l’Europa sta facendo qualcosa di concreto per loro. Ci sono due linee elettriche che collegano il Paese con Libia e Tripolitania, inutilizzate per carenza energetica in Tunisia. Guardando anche al post Tunisia, potremmo dare un segnale importante anche a quelle zone».

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