Pubblicato il

Caso Braccini: la Filctem Cgil impugna il licenziamento

Caso Braccini: la Filctem Cgil impugna il licenziamento

Il sindacato definisce l'atto illegittimo e si schiera a fianco del lavoratore. Anche la Camera del Lavoro esprime solidarietà e si mette a disposizione con tutti i mezzi legali "per combattere questo becero sopruso" 

CIVITAVECCHIA – Continua a far discutere il caso di Alessandro Braccini, il lavoratore di Civitavecchia Infrastrutture licenziato dal liquidatore Stefano Sampietro per aver denunciato pubblicamente la situazione in cui versa la società. La Filctem Cgil si schiera al fianco del ragazzo e procederà ad impugnare quello che definisce un atto illegittimo. “Proponiamo nel frattempo – hanno spiegato dal sindacato – che vengano intraprese forme di lotta di tutte le categorie interessate che gestiscono le aziende di Hcs: questa deve essere anche l’occasione per risolvere definitivamente il cronico, ingiustificabile, ritardo da parte dei liquidatori nella consegna delle chiavi della città per chiudere questo doloroso capitolo”.   

La Filctem ricorda che il lavoratore è da mesi che non percepisce regolarmente lo stipendio. A maggior ragione, secondo il sindacato, risulta “deplorevole il comportamento del liquidatore, nei confronti del lavoratore, il quale – hanno aggiunto – senza tener conto delle giustificazioni fornite, lo licenzia buttando in mezzo alla strada una famiglia. E nel frattempo questa giunta Comunale assiste passivamente a questo ennesimo sopruso facendo finta di nulla e continuando nella sua crociata di legalità e nel frattempo i lavoratori di Civitavecchia vivono un grande disagio”.

Solidarietà è stata espressa anche dalla camera del Lavoro della Cgil, “per l’ingiusto e vergognoso licenziamento. È stato perpetrato – hanno spiegato – l’abuso finale nei confronti di un lavoratore che ha subito per parecchi mesi l’umiliazione di non ricevere uno stipendio e di non poter lavorare regolarmente. Questa amministrazione rimane immobile e non dà risposte ai cittadini in merito al problema occupazionale che vede centinaia di lavoratori in enormi difficoltà economiche, ma si ricorda di attivarsi per attaccare i più deboli che già vivono in difficoltà”. 

E la Cgil sottolinea come forse la colpa di Braccini sia stata quella “di aver sempre affrontato le difficoltà lavorative in maniera civile ed onesta, a cui ha seguito una risposta – hanno aggiunto – da parte dell’amministrazione comunale cge dovrebbe farsi carico di retribuirlo tutti i mesi, a dir poco fascista e dittatoriale; sembra che oggi a Civitavecchia nessuno possa dire ciò che pensa o protestare anche legittimamente contro chi non lo paga, in questo caso il Comune”. E così, oltre a testimoniare solidarietà, la Cgil si mette a disposizione del lavoratore con i suoi mezzi legali “per combattere – hanno concluso – questo becero sopruso”.  

ULTIME NEWS