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Iniziative culturali, il Comune di Tarquinia snobba i fondi regionali

Iniziative culturali, il Comune di Tarquinia snobba i fondi regionali

INIZIATIVE CULTURALI. Nessuna richiesta di finanziamento alla Pisana da parte del municipio etrusco Il Comune snobba i fondi regionali Dimenticanza o eccesso di risorse? Eppure il turismo langue

TARQUINIA- Contributi economici a sostegno di iniziative idonee a valorizzare sul piano culturale, sociale ed economico la collettività regionale: nessun progetto inviato dal Comune di Tarquinia. Tra le 254 domande di richiesta di contributo pervenute alla Regione Lazio entro il termine del 28 gennaio 2016 nessuna arriva dell’ente di piazza Matteotti. Eppure tra le domande ammesse a contributo figurano ad esempio lo “Sprint sport per rinnovare l’incoming nella Tuscia” presentato dal Comune di Canepina finanziato per oltre 12mila euro, “Attozzata con gli etruschi” del Comune di Barbarano Romano per 6mila euro, “Patrimonio in musica” del Comune di Gallese per oltre 17mila euro, “E…state a Piansano” per 20mila euro. Stessa cifra per “Di voce e di suoni” del Comune di Caprarola, “Faleria Estate 2016” per oltre 11mila euro, “E…state ad Arlena di Castro” per 12mila euro.

Ora la domanda arriva spontanea: si tratta di una dimenticanza o il Comune di Tarquinia non ha bisogno di accedere a contributi regionali essendo in possesso di risorse più che sufficienti per organizzare le proprie manifestazioni, o peggio ancora non ha progettualità ed eventi da presentare per chiedere fondi? Una risposta da parte dell’amministrazione comunale, tanto impegnata in questi giorni a trovare strategie per rilanciare il turismo, sarebbe più che doverosa. Oltre un milione di euro messo a disposizione da parte della Regione alle amministrazioni locali per dare ossigeno in un settore come lo spettacolo e la cultura che soffre sempre di riduzione dei fondi messi nei rispettivi bilanci. Ben 121 i Comuni che si sono divisi la cifra e che potranno così organizzare eventi di prestigio volti ad attirare visitatori. Le domande sono state valutate secondo una griglia che prendeva in considerazione la qualità dell’azione progettuale, congruità e coerenza dei costi, diffusione territoriale e utenti potenzialmente raggiungibili, rispondenza degli interventi con gli obiettivi della delibera, capacità di assicurare ricadute di informazione e sensibilizzazione della comunità laziale, valenza innovativa del progetto. Un’occasione dunque che diverse amministrazioni comunali con lungimiranza sono riuscite a sfruttare. Tarquinia no ed ora bisognerà capirne le motivazioni. E bisognerà capire come mai l’opposizione non si è accorta di nulla così come il movimento 5 stelle, nonostante abbia un rappresentante tarquiniese in seno al consiglio regionale. E pensare che Tolfa, esclusa

dai fondi per le manifestazioni collinari di punta, ha rimarcato la gravità delle scelte operate dalla Regione. (F. F.)

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