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Tari a Cerveteri, il popolo insorge e Zito risponde

Tari a Cerveteri, il popolo insorge e Zito risponde

Un cicalio assordante sui social network alla consegna delle bollette. «Dalla raccolta porta a porta non si torna indietro. Per un anno dovremo sostenere un costo maggiore»

di TONI MORETTI

CERVETERI – Un cicalio assordante è apparso sui social alla consegna delle bollette della Tari e come al solito tutti a dire la loro in verità con poca cognizione di causa visto il problema complesso e articolato. E’ comprensibile in un periodo di crisi stringente la delusione che si prova nel vedere aumentata un’ulteriore tassa, quella dei rifiuti. Ciò che è difficile accettare per gli osservatori, non fosse altro che per una questione di onestà intellettuale, siano essi titolari di appartenenze a ruoli ed albi siano semplicemente “abusivi”, che un problema così possa essere liquidato con un semplice editto o slogan del tipo:”Stiamo pagando una cosa che ancora non c’è” e giù col massacro politico che si può tradurre soltanto in sciacallaggio, mistificazione e strumentalizzazione. Spiega Giuseppe Zito, Vicesindaco con delega al bilancio: “Nel 2012, una legge dello Stato stabilì che il costo per la raccolta dei rifiuti doveva essere coperto interamente dagli utenti. Ciò impedisce da quell’anno quello che facevano i comuni in genere e non solo sulla spazzatura, cioè di mantenere relativamente basse le tariffe,coprendo i disavanzi con altri capitoli. Ora non si può più e non è una questione di scelte o di saper fare o non fare i conti. La scelta fondamentale, politica, che questa amministrazione ha fatto è quella della raccolta porta a porta, e da li non si torna indietro. La raccolta porta a porta ha richiesto un investimento in quanto di per se è più costosa di quella tradizionale, vuoi per un bisogno superiore di manodopera, vuoi per acquisti di mezzi mirati e necessari. Siccome l’obiettivo è arrivare a ridurre al minimo di raccolta di materiale da versare in discarica, ci sarà quell’anno intermedio, ed è questo, durante il quale bisognerà sopportare un doppio costo: quello della discarica non ancora ridotto e quello della differenziata ancora all’inizio. Non esiste altro modo contabile concesso dalla legge se non quello di distribuire questi costi ai cittadini. Si possono avere, e le comprendo, tante ragioni di disagio ma pur senza fare vittimismo, ci sono dei ruoli e delle competenze dove gli enti locali sono solo esecutori di fatti e di decisioni che non possono essere modificate né in termini politici e tantomeno in termini operativi. Alterare tale realtà diventa o incompetenza o malafede.”

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