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Pascucci: ''Le mamme vanno ascoltate''

Pascucci: ''Le mamme vanno ascoltate''

Cerveteri. l 24 alle 18 al Granarone assemblea pubblica per parlare dell’adeguamento delle tariffe relative al servizio di refezione scolastica. Una richiesta di confronto e chiarimenti è più che giustificata

di G. OLZAI e T. MORETTI

 

CERVETERI – . Confermata l’assemblea pubblica che si terrà venerdì 24 alle ore 18 al Granarone per parlare dell’adeguamento delle tariffe relative al servizio di refezione scolastica. Tutte le realtà delle scuole sono invitate a partecipare, in particolare le famiglie degli alunni che usufruiscono della mensa. Sarà presente anche la responsabile della Sodexo, la società che gestisce il servizio con la quale possono essere affrontate eventuali criticità. Non poche infatti in questi giorni le lamentele da parte delle mamme alla notizia dell’aumento della mensa scolastica. Non per voler enfatizzare, ma fu proprio quando si udì l’urlo delle mamme di Parigi che disperate non trovarono il pane dai fornai, che esplose la Rivoluzione Francese. Questo per ricordare che le donne, mamme, compagne, amministratrici da sempre dei bisogni familiari, nelle proteste fanno la differenza perché è difficile non trovare un filo di ragione quando si impuntano, ragioni che vanno sul pratico e che devono comunque costringere a momenti di riflessione. Queste mamme che protestano sull’aumento delle tariffe della mensa scolastica chiedono di essere ascoltate, chiedono che vengano esaminate e prese in considerazione le loro ragioni, chiedono che vengano prese in considerazione i loro consigli e tanto, per una amministrazione che di tutto il suo operato ha fatto qualcuno dice spreco e abuso della partecipazione, non dovrebbe essere difficile. Allora, riepiloghiamo. Secondo l’amministrazione l’aumento di quindici euro, cioè da 40 a 55, è scaturito dal fatto che il comune ha dovuto ridurre dal sessanta per cento del costo complessivo del servizio al cinquantadue, visto l’incremento dei richiedenti che è passato da 900 unità a oltre 1500. A suo merito va il fatto che nonostante l’aumento le tariffe rimangono le più basse del territorio e che non venivano adeguate da più di dieci anni. In un periodo normale, ci sarebbe ben poco da eccepire, ma questo , un periodo normale non è. Se da una parte gli enti locali sono stretti nella morsa dei patti di stabilità, dei tagli di risorse con rimborsi non congrui, e se questo comune in particolare si trova davanti a delle anomalie che aggravano la situazione dovute al fatto che l’assegnazione delle risorse pro capite del governo centrale è marcatamente inferiore alla media nazionale e paradossalmente ha un territorio vastissimo da gestire, dall’altra parte non possono essere sottovalutate le mutate condizioni sociali dovute alla crisi. La crisi ha modificato le condizioni e le abitudini di vita della gente che ha una percezione della povertà differente e interdipendente dal concetto inteso come mancanza di beni essenziali. Nel comune di Cerveteri, tra l’altro, è difficile identificare un universo di povertà poiché, se è vero come è vero si va a chiedere gli esoneri a bordo di fiammanti suv, è anche vero che la maggior parte di chi questa crisi ha impoverito, per senso di vergogna e di pudore, a malincuore tende ad affidarsi ai servizi sociali. Un altro elemento è poi la paura diffusa ancorché ingiustificata ma reale, che entrare nei meandri dell’assistenza sociale possa mettere in moto dei meccanismi paralleli che possano influire negativamente sugli equilibri delle famiglie in ambiti affettivi diversi. Si pensi per esempio a casi di genitori separati con prole oggetto di conflittualità reciproca. Sta di fatto che, al di là di tutto, quindici euro in più pesano e allora si pensa alla qualità del servizio che appare sproporzionata al prezzo, ai parametri di esonero che appaiono iniqui, e se si aggiunge che le regole scolastiche vietano di potersi portare il pranzo da casa e che quindi l’accettazione del servizio diventa un obbligo, una richiesta di confronto e chiarimenti si pensa più che giustificata. Il Sindaco Pascucci: «Le mamme vanno ascoltate e le ascolterò».

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