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Cerveteri, costretti dall'uomo ad una vita ‘‘da cani’’

CERVETERI – Non è ancora scemato il clamore dell’aggressione del medico veterinario Aldo De Angelis, aggredito e malmenato nel suo studio dal padrone di un cane deceduto per effetto di un sedativo somministratogli per poterlo trattare vista l’impossibilità a gestirlo. Si viene a sapere successivamente che il cane, sottopeso e messo veramente male era uno dei settanta che quel signore, che si scopre essere un agente della guardia di Finanza, tiene in condizioni discutibili in un terreno attiguo alla sua abitazione nelle campagne di Cerveteri, non si sa a quale scopo, in una struttura già posta sotto sequestro e a lui affidata in custodia. C’è da chiedersi quanto amore c’è nel trattare gli animali in questo modo dal momento che non venendo alla luce altri fini, pur se con un giustificato sarcasmo non si può che appellarsi all’amore. Orbene trapela a mezza bocca tra i bene informati che sanno ma che non possono ancora parlare, che le guardie zoofile stanno conducendo un’operazione finalizzata a smascherare chi pur possedendo un cane per “amore”, lo maltratta in modo tale che “fare una vita da cani” diventa un eufemismo. Sono stati scoperti parecchi casi di maltrattamenti, si dice ed elevati parecchi verbali che sanzionano i comportamenti di chi dicendo di amare gli animali, sembra voglia sfogare con loro turbe ancestrali di controllo e di possesso che vanno oltre i limiti. E’ vero, talvolta si esagera a voler umanizzare troppo gli animali, perchè li si rende indifesi, si indebolisce il loro istinto, gli si fa male anche così, ma da qui a maltrattare chi ti fa compagnia con occhioni dolci che trasudano affetto e fedeltà, ne passa e mette in discussione la natura dell’uomo. (To. Mo.)

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