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Morìa di pesci alla Frasca, SeL: "Amministrazione assente"

Morìa di pesci alla Frasca, SeL: "Amministrazione assente"

Il partito interviene alla luce del nuovo episodio sul quale sta indagando la Capitaneria di porto. Dure critiche al Pincio 

CIVITAVECCHIA – Un episodio facilmente prevedibile. Così il circolo di Sel/Sinistra Italiana commenta l’ennesima morìa di pesci che si è registrata nei giorni scorsi alla Frasca e che ha visto l’immediato intervento della Capitaneria di porto, per verificare le cause dell’accaduto. 

“I disperati appelli dei moltissimi cittadini che frequentano la zona e che, indignati, ripetono da tempo come la moria di pesci si riproponga ogni anno tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate – hanno spiegato – sono rimasti inascoltati. Sono stati lasciati soli, non confortati dalla sensibilità e dai necessari provvedimenti, di un’amministrazione comunale assente. Assente nel caso specifico, assente nella programmazione dell’uso delle spiagge, non ultima la gestione del Pirgo. Assente nell’inserire il patrimonio “mare” al centro della sua attività culturale. Incurante del fatto che è proprio nell’entità “mare” che la città può ritrovare quel senso d’appartenenza che ci rende comunità, inattaccabile, quindi, da bassi interessi particolaristici”.

Secondo il partito l’amministrazione è “miope e chiusa in una politica che non riconosce nella tutela e nella valorizzazione dei nostri magnifici fondali lo strumento di un futuro sviluppo svincolato dalle mortificanti e pericolose servitù attuali. Indifferente – hanno aggiunto – allo sfruttamento di un territorio, dove le cave che estraggono materiali da costruzione quali sabbie, ghiaie e pietrame, privano i terreni di quei naturali filtri che fermavano gli inquinanti e le particelle più minute. Il risultato più immediato è la maggiore torbidità delle acque e un loro progressivo avvelenamento. La creazione di un’area marina protetta, proprio là dove ora la vita marina è decimata, non solo renderebbe giustizia a un’esigenza ambientale ed etica, ma costituirebbe anche una straordinaria, purtroppo “more solito” non compresa, opportunità di sviluppo economico e di occupazione, come ben dimostrano tutte le località, solo nel Lazio insistono le Amp dell’arcipelago Pontino e di Tor Paternò, dove questi strumenti sono stati applicati con competenza e passione. La nostra costa, con la caratteristica concentrazione di iodio – hanno sottolineato da SeL – era nota per la sua salubrità mentre ora lo spettro del grave inquinamento del mare, complice la colpevole inerzia di quest’amministrazione, rischia di trasformare l’oramai iniziata  stagione balneare in un disastro economico e nell’ennesima occasione perduta”.  

Il partito aspetta quindi fiducioso i risultati dell’indagine della Capitaneria di porto e le valutazioni degli enti preposti per risalire alle cause e individuare immediatamente rimedi se possibile, nella speranza che gli eventuali responsabili vengano individuati e duramente puniti.

“Il mare rappresenta il più importante bene comune della città – hanno concluso – appartiene a tutti e per questo merita un impegno fermo e deciso e non ci sembra che fino ad oggi, sia il Sindaco che l’Assessore all’Ambiente, l’abbiano assicurato sia in questa come in altre circostanze”. 

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