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Santa Marinella, negozi di frutta: nuovo esposto

SANTA MARINELLA – Non si placano le polemiche relative alla gestione dei due negozi di frutta e verdura aperti da stranieri di origine tunisina che, secondo un esposto presentato da un residente, non rispettano le norme che regolano il commercio di prodotti deteriorabili. Questa volta, a rivolgersi al sindaco Bacheca e al Comandante della Polizia Locale Adinolfi, è Adriano Aceto, che ha preso carta e penna ed ha inviato un esposto ai Vigili Urbani, dove denuncia che una ordinanza del primo cittadino in materia di esposizione di merce all’esterno, viene costantemente disattesa da queste persone. “I commercianti tunisini di frutta di Via delle Camelie – dice Aceto – hanno ricevuto una denuncia penale e appena sarà trasmessa per competenza si procederà alla sanzione accessoria e alla chiusura del locale. Abbiamo cercato di trovare una mediazione che soddisfacesse le esigenze dei commercianti, non penalizzandoli sul lavoro, se avessero adempiuto ad organizzarsi all’interno del loro locale, ma non sono stati disposti a farlo. Per cui, credo, che ormai ci sia una sola cosa da fare e cioè fargli chiudere il negozio. Questi non hanno capito che l’ordinanza vieta l’esposizione dei prodotto alimentari all’aperto in quanto, detti prodotti, vengono a contatto con agenti atmosferici inquinanti e dunque creano le condizioni di un problema sanitario grave che va punito con l’ammenda da 300 fino a 30.000 euro e, se il fatto è di particolare gravità, il negozio può essere chiuso. Per cui, ho chiesto nell’esposto che venissero avviati i dovuti controlli affinchè il divieto di esporre merce all’esterno del negozio venga rigorosamente rispettato. Qualche giorno fa il comandante Adinolfi mi ha risposto con una lettera, in cui mi mette a conoscenza che i controlli da me richiesti sono stati espletati dal Commissariato di Civitavecchia e che su comunicazione dell’organo di Polizia intervenuto verranno predisposti i primi provvedimenti di chiusura da parte dell’ufficio attività produttive, quale sanzione accessoria al deferimento alla competente Autorità giudiziaria”.     Gi.Ba.

 

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