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Don Mazzola: "Questa volta pensavo di non farcela"

Don Mazzola: "Questa volta pensavo di non farcela"

Parla il sacerdote di Ladispoli rimasto coinvolto in un incidente stradale

di DANILA TOZZI

LADISPOLI- «Questa volta pensavo proprio di non farcela!». Le prime flebili, parole appena sussurrate dal suo letto al Gemelli dove è ricoverato Mons. Alberto Mazzola, parroco di Santa Maria del Rosario, coinvolto l’altra mattina in un brutto incidente stradale, sulla via Casal de’ Selci all’incrocio tra Palidoro e I Terzi mentre si recava in Diocesi, alla Storta, le ha raccolte l’unica persona che è stata autorizzata a fargli visita, il parroco Don Valerio Grifoni della chiesa San Giorgio, a Maccarese, già parroco di Santa Maria Maggiore a Cerveteri quando è potuto entrare al reparto dove il sacerdote è ricoverato in condizioni molto meno preoccupanti, di come era stato comunicato, a caldo, dagli operatori al momento dei soccorsi. 
«Si è sciolto in un pianto liberatore, – ha rivelato- la paura, ha detto è stata veramente tanta: si è visto spacciato, l’impatto è stato tremendo. Ma siamo sicuri che presto si rimetterà: certo ci vorranno molta pazienza e tanto riposo».
È rientrato quindi l’allarme per le condizioni di salute di don Mazzola e pur delineando una situazione seria (cautamente) i medici aspettano la stabilizzazione generale del paziente; questo infatti il quadro: alcune ossa del bacino fratturate, ecchimosi e escoriazioni varie ma nessuna lesione interna, non c’è niente di rilevanza chirurgica, piccole emorragie che si possono assorbire senza dover ricorrere al bisturi, e soprattutto nessun organo interno lesionato, come invece si era palesato al momento del trasporto in eliambulanza, compreso il rene dove un leggero sanguinamento è stato provocato da una ciste renale, che nel frontale e nella concitazione delle notizie date sembrava fosse lesionato e dunque candidato ad essere asportato. 
Don Mazzola poi avendo riportato lo schiacciamento del torace, dovuto al fortissimo impatto, aveva destato preoccupazione per non essere stato in grado di respirare senza soffrire, in realtà il dolore era provocato da alcune compressioni delle costole. 
Già due anni fa il sessantatreenne sacerdote di origini bergamasche, che dal 2003 ricopre il prestigioso incarico di Vicario Generale della Diocesi di Porto e Santa Rufina e che nel febbraio del 2004 è stato nominato Monsignore Prelato d’onore di Sua Santità, aveva avuto alcuni problemi di salute, per i quali erano stati necessari accertamenti e controlli. Ora questa brutta avventura ma il pericolo sembra scampato, il suo carattere “tosto” lo aiuterà e in ospedale anche stamattina ancora tante le attestazioni di affetto da parte di fedeli, amici sacerdoti e semplici cittadini per una pronta guarigione.

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