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Centri estivi, il servizio rimane

Centri estivi, il servizio rimane

Nonostante la riduzione di spesa, 40 bambini (25 diversamente abili e 15 normodotati) saranno assistiti da Ippocrate anche se ha presentato un’offerta più alta rispetto a un privato. Sindacati all’attacco: "Scandaloso non aver previsto prima l’impegno economico". Ma quanto costava prima l’attività svolta per sole tre settimane?

CIVITAVECCHIA – Privilegiare Ippocrate in nome del salvataggio di una municipalizzata che se la passa male e ritrovarsi contro i sindacati. È il paradosso di questi giorni, legato a un nuovo caso che coinvolge l’amministrazione comunale, quello del centro diurno estivo per i diversamente abili. Sono lontani i tempi dei finanziamenti a pioggia e di sicuro il Pincio non può più permettersi di erogare oltre 36mila euro a favore di Ippocrate per un servizio della durata di sole tre settimane di luglio. Questo accadeva prima: 36mila euro alla società che metteva a disposizione 25 operatori Aec per mezza giornata, accettando presso una scuola comunale 50 bambini, di cui 25 diversamente abili e 25 normodotati individuati in base all’ordine delle richieste presentate. I soldi non ci sono, ma il servizio va comunque garantito. Motivo per il quale l’amministrazione comunale si è rivolta nuovamente ad Ippocrate, questa volta con una disponibilità di soli 15mila euro per l’anno 2016. La società non ci sta, a suo dire non rientra nelle spese, tanto che il Pincio  contatta un privato perché il servizio intende mantenerlo. E il privato formula l’offerta: stesse ore (4 ore e mezza al giorno), stessi giorni (tre settimane), 15 operatori, strutture private messe a disposizione, attività ricreative esterne per 40 bambini, 25 diversamente abili e 15 normodotati. Tutto per una spesa di 15mila euro a carico delle dissestate casse comunali. Ma come si può tagliare fuori Ippocrate quando si parla di risanamento delle municipalizzate? Tutto da rifare. Spremendo bene la cassa, il Comune torna da Ippocrate, dopo alcuni passaggi con i sindacati. Questa volta l’offerta è di 20mila euro e Ippocrate accetta: tre settimane di servizio con 14 operatori per 40 bambini (25 diversamente abili e 15 normodotati) e mezza giornata di servizio. La stessa offerta del privato ma con 5mila euro di spesa in più. Ne vale comunque la pena, trattandosi di Ippocrate.  Ma neppure questo va bene. I sindacati insorgono: «Troviamo scamdaloso- scrivono in una nota Cgil-Fp, Usb-Pi e Ugl – che l’amministrazione non abbia per tempo previsto un impegno di spesa specifico nel bilancio comunale, ridimensionando così un servizio gioiello di famiglia della città».  Un servizio nato nel 2012, che nel 2013 ha visto l’amministrazione Tidei erogare 47mila euro a favore di Ippocrate per un totale di 100 bambini coinvolti nelle attività solo per un mese. Il commissario Santoriello, nel 2014, con circa 26mila euro riformulo il progetto direttamente con l’Istruzione, impiegando solo 11 dipendenti di Ippocrate per 30 bambini. Furono proprio i grillini, lo scorso anno, a stanziare 36mila euro per 50 bambini. Oggi le casse permettono questo e il buonsenso impone di non abbandonare Ippocrate al suo destino e di provarle tutte per salvare le partecipate. Buonsenso che delle volte dovrebbero avere il coraggio di abbracciare anche i battaglieri sindacati sempre in prima linea nella difesa dei diritti degli ultimi, soprattutto quando un’amministrazione comunale che le sbaglia quasi tutte, per una volta ragiona con la logica del buon padre di famiglia.

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