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''Due bravi ragazzi senza grilli per la testa''

''Due bravi ragazzi senza grilli per la testa''

TRAGEDIA SULL'AURELIA. Costernazione a Santa Severa per la tragica morte di Matteo Carta ed Alessandra Grande, travolti e uccisi sul colpo da un Suv mentre lunedì notte a bordo di uno scooter rientravano a casa dopo il lavoro al bar Haiti. Indagini a tappeto dei Carabinieri. È caccia al killer della strada. Interrogato ieri il possessore dell’auto che ha dichiarato di aver parcheggiato la Kia Sorrento sotto casa con le chiavi sul cruscotto

di GIAMPIERO BALDI

SANTA MARINELLA – Due giovani vite spezzate da un Suv che invade la corsia opposta e colpisce in pieno uno scooter che viaggiava ai bordi della statale Aurelia.

Il terribile incidente si è verificato nella notte tra lunedì e martedì a Santa Severa ed ha fatto due vittime.

Si tratta di Matteo Carta, 25enne originario di Nuoro e di Alessandra Grande, una bella ragazza di 23 anni di Roma ma residente anch’essa a Santa Severa. I due ragazzi, intorno alle 2 del mattino, dopo essere usciti dal Bar Haiti dove i due lavoravano, in scooter decidono di tornare a casa percorrendo l’Aurelia.

Dall’altra parte della strada, arriva a velocità supersonica un Suv Kia Sorrento che, all’altezza del chilometro 53, supera un’auto che procede nella stessa direzione, invade la corsia opposta e prende in pieno i due giovani. Sul posto intervengono subito due automezzi dei Vigili del fuoco di Civitavecchia e di Cerveteri che mettono in sicurezza l’area, recuperano i corpi dei ragazzi e l’auto mentre sopraggiungono anche due ambulanze, i Carabinieri di Civitavecchia e di Santa Severa, la Polizia locale e la Protezione Civile. La scena che si è presentata ai soccorritori ha del dantesco. Il Suv distrutto finito oltre la pista ciclabile, il ciclomotore introvabile così come i corpi dei due ragazzi sparsi in un’area di centinaia di metri. L’autore dell’incidente, secondo quanto ipotizzato dagli inquirenti, scappa nella campagna circostante e fa perdere le sue tracce, ma i Carabinieri indagano e scoprono che il Suv è stato preso a nolo in una società di Vetralla. Ad affittarlo è stato M.P. un residente di Santa Severa che racconta ai Carabinieri, quando alle 4 del mattino vanno a cercarlo a casa, che è tornato nella sua abitazione intorno alle 21,30-22 ed è rimasto lì sino al mattino seguente. Secondo la sua versione, il Suv gli è stato rubato sotto casa, visto che aveva lasciato le chiavi sul cruscotto e dunque l’autore dell’incidente non poteva essere lui.

Ieri mattina, a Santa Severa, è arrivato anche il Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Civitavecchia, il capitano Piero Orlando che coordina le indagini su questa tragedia.

Al vaglio dei militari proprio la versione di M.P. perché ci sarebbero anche delle testimonianze che direbbero che lo stesso soggetto, la sera dell’incidente, ha avuto una lite con la sua fidanzata e poi sarebbe partito a tutta velocità proprio alla guida del Suv. Tutte versioni che però dovranno essere confermate dagli inquirenti. Controlli a tappeto nei pronto soccorso, negli ospedali e nelle guardie mediche della zona, per sapere se qualcuno, durante la notte, si fosse fatto medicare.

Nel primo pomeriggio di ieri M.P. è stato sentito di nuovo dal comandante della stazione dei Carabinieri di Santa Severa maresciallo Gazzillo che lo ha incalzato per alcune ore. Lo stesso Gazzillo ha chiesto ed ottenuto dal Comune le immagini delle telecamere di sicurezza presenti in quella parte del territorio cittadino. Da quelle telecamere potrebbero vedersi immagini importanti ai fini dell’individuazione del responsabile dell’incidente.

C’è costernazione a Santa Severa per la morte dei due giovani. Erano entrambi conosciuti nella frazione della Perla del Tirreno perché risiedevano lì da anni.

«Due bravi ragazzi – dicono alcuni amici – lei aiutava la nonna al bar Haiti ed aveva una bimba di sei anni. Una vera tragedia per quella famiglia. Ora sarà tutto più difficile per tutti mandare avanti l’attività e far crescere la bambina».

Matteo invece per un periodo di tempo ha fatto il bagnino sulla spiaggia dell’Isola del pescatore. Ultimamente era impegnato nello stesso esercizio commerciale della ragazza, mentre il sabato e la domenica lavorava come banchista all’ex Bar Marota. «Matteo era un gran bravo ragazzo – dice Fabio Quartieri gestore del ristorante l’Isola del Pescatore – proprio lunedì mi era venuto a trovare perché eravamo rimasti amici. Lui ha lavorato con noi come bagnino per due anni, quest’anno invece ha deciso di fare altro. Mi dispiace veramente della sua morte perché ho perso un vero amico, un bravo giovane senza grilli per la testa. Peccato che abbia fatto quella fine non se la meritava».

Con molta probabilità i funerali potrebbero tenersi venerdì. I corpi dei due ragazzi infatti sono stati trasferiti nella camera mortuaria del Verano a disposizione dell’autorità giudiziaria in quanto, in caso venisse richiesto dalla Procura, il medico legale procederebbe ad effettuare l’autopsia.

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