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''Solo 176mila euro lasciati come disponibilità nelle nostre casse''

''Solo 176mila euro lasciati come disponibilità nelle nostre casse''

Il delegato al Bilancio Emanuele Minghella lamenta le scelte dello Stato centrale. «Una vergogna il famigerato Fondo di solidarietà comunale impostoci»

SANTA MARINELLA – «Dopo aver ricevuto numerose critiche durante l’ultimo Consiglio Comunale per la poca importanza data ai capitoli di spesa relativi alla promozione turistica, come volevasi dimostrare dalla prima analisi dei flussi di cassa successivi al pagamento della prima rata Imu, si è verificato quello che da oltre tre anni cerchiamo di comunicare e far comprendere ai nostri concittadini, ovvero come lo Stato Centrale continui a sottrarre ed appropriarsi dei soldi dei contribuenti non lasciando spazio a manovre che possano permettere di investire in quelli che sono settori fondamentali per il rilancio turistico ed economico di Santa Marinella e Santa Severa». A parlare è il delegato al Bilancio Emanuele Minghella che ricorda alle opposizioni quanti soldi ha dato il Comune allo Stato. «Dal primo gennaio ad oggi – continua il consigliere – dei quattro milioni e 200mila euro incassati dal Comune, solamente 176mila euro sono stati lasciati come disponibilità nelle nostre casse. Una vergogna. Il famigerato Fondo di Solidarietà Comunale impostoci dallo Stato e per il quale la stessa ragioneria ha ben pensato di trattenersi in primis quanto di sua spettanza e in seguito, forse, se dovessero rimanere le briciole, lasciare disponibilità al nostro Comune». «I nuovi principi contabili – conclude Minghella – danno opportunità di spesa solo con copertura di cassa ed è per questo che la scelta della nostra amministrazione è stata quella, innanzi tutto, di garantire i servizi essenziali come il sociale e gli interventi destinati alla scuola, per poi lasciare, ove possibile, opportunità e investimenti in altri campi». «Evidentemente le nostre critiche e proteste non sono state recepite da chi di dovere – aggiunge il Sindaco Roberto Bacheca – nonostante i numerosi incontri tenuti insieme agli altri rappresentanti istituzionali del comprensorio, anch’essi vittime di questa scellerata imposizione contributiva. Non è accettabile, nel modo più assoluto, che lo Stato si appropri in maniera così arrogante e iniqua dei soldi dei nostri contribuenti per ripianare i debiti di Comuni che hanno avuto una pessima gestione finanziaria, al contrario del nostro Ente il quale ha dovuto, a causa di tagli pesantissimi alla spesa, rivedere gli investimenti per garantire comunque i servizi primari e mantenere il bilancio in buona salute». (Gi.Ba. )

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