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Bracciano, il comitato Montebello scrive al neo sindacoTondinelli: «Si ritorni alla legalità»

Bracciano, il comitato Montebello scrive al neo sindacoTondinelli: «Si ritorni alla legalità»

Il gruppo elenca i punti che ritiene fondamentale per la zona di Bracciano

BRACCIANO – Dopo il polverone elettorale il comitato Montebello torna a farsi vivo e scrive pubblicamente al neo sindaco Tondinelli.

«Comprendiamo – scrive in una lettera aperta il comitato Montebello – che ella in primis dovrà affrontare i bilanci-flop di Comune e Bracciano Ambiente, insieme ai rebus della burocrazia. Ma subito dopo si colloca il ritorno a Montebello d’una legalità per 30 anni calpestata. E ciò non perché lo chiediamo noi, maperché l’impone la legge».

«Non le rifaremo – continua il comitato nella lettera – la storiaccia bipartizan del comprensorio, a cominciare da una”stranezza”: la Lottizzatore inadempiente nei suoi doveri contrattuali, invece di bloccare le licenze, si “regalarono” nuove licenze coi relativi profitti. E’ una storiaccia che ella ben conosce, benché non v’abbia mai avuto responsabilità personali (ma non così la parte politica in cui allora militava).

Il comitato, poi, si rivolge al neo sindaco Armando Tondinelli elencando una serie di punti che vorrebbe venissero protati avanti sulla lottizzazione Montebello. «Vorremmo vedere portare in Consiglio – spiega il comitato – la decadenza-Convenzione, scaduta il 2000; Vorremmo vedere sequestrare ilmanufatto in surplus e su suolo pubblico, specie dopo la sentenza Tar che restituisce al Comune quel che gli spetta; vorremmo vedere sequestrare le particelle comunali incamerate in un giardino privato, insieme ad un pezzo di fogna pubblica; vorremmo chiedere al Presidente del Tribunale di Civitavecchia l’anticipo dell’udienza conclusiva (luglio 2018), per le due fidejussioni d’oltre un milione d’euro, con cui terminare le urbanizzazioni (per noi è un mistero come la causa si tiri per le lunghe, benché la fidejussione principale sia “a prima richiesta”); vorremmo ci fosse garantito la restituzione del normale decoro (sfalcio erbacce, illuminazione nelle due strade pubbliche d’accesso, completare rete gas-metano, ecc.). In nome della casa di vetro comunale da lei giustamente rivendicata, le saremo grati se ci darà le risposte pubblicamente e non nel “solito” chiuso dei sancta sanctorum».

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