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La ‘‘Melone’’ esempio di integrazione in Italia

La ‘‘Melone’’ esempio di integrazione in Italia

Dopo le polemiche, i corsi di romeno sotto la lente dell’‘‘Internazionale'' reportage di Paola Soriga sulla comunità dell’est più numerosa d’Italia. Per la scrittrice si tratta dell’unica scuola pubblica ad offrire i corsi della lingua dei genitori ai migranti di seconda generazione

LADISPOLI – Il caso dell’insegnamento della lingua romena della Corrado Melone arriva nuovamente sulla stampa nazionale.

Questa volta ad occuparsene è ‘‘Internazionale’’, la testata che ogni giorno segnala fatti da tutto il mondo.

A scrivere l’articolo è la scrittrice Paola Soriga che ha deciso di dedicare tempo all’approccio multiculturale nella scuola ‘‘C. Melone’’ di Ladispoli, nota in questo ultimo anno per le polemiche sui corsi di lingua romena.

Nel suo reportage la scrittrice è affiancata dalla fotografa Simona Pampallona e si trovano nell’istituto comprensivo ladispolano per raccontare storie di migrazione tra Ladispoli e Roma.

«Nella scuola che comprende elementari e medie – scrive Soriga – su 915 bambini, 125 sono romeni, alcuni nati in Italia altri no. Per questo già da qualche anno il preside Riccardo Agresti ha approvato e porta avanti il progetto che Angela è riuscita a farsi approvare dal ministero della cultura romeno».

Nel suo articolo la scrittrice aggiunge che la Melone non rappresenta l’unico caso di integrazione in Italia in cui ai migranti di seconda generazione è permesso di studiare la lingua dei proprio genitori, ma di certo si tratta dell’unico caso in cui il progetto coinvolge la scuola pubblica.

La scrittrice, nel suo viaggio all’interno della Ladispoli in cui il 20% della popolazione è romena, oltre alle altre minoranze etniche e linguistiche, incontra l’insegnante Angela Nicoara la quale, grazie ad un progetto del Ministero romeno insegna la sua lingua in una scuola pubblica.

Soriga percorre i problemi incontrati nell’avvio di questi corsi a Ladispoli, ma poi torna ai fatti della migrazione.

«Lo scorso febbraio – scrive Soriga – sono stata ospite di due scuole di Berlino che fanno capo a un progetto di scuola europea: scuole pubbliche in cui i bambini e i ragazzi possono studiare in due lingue. Si chiamano Ses, Staatliche Europa schule Berlin e sono nate, nel 1991, con tre combinazioni linguistiche (tedesco-inglese, tedesco-francese e tedesco-russo), in fase sperimentale. Ora sono 17, contano più di seimila studenti e le lingue sono aumentate, comprendendo anche il greco, lo spagnolo, il portoghese, il polacco, il turco e l’italiano. E non sono scuole di elite per diplomatici».

Per la scrittrice, la Melone è una di quelle scuole che risponde alle linee guida Miur sui protocolli dell’accoglienza basati sulle Linee Guida per lo sviluppo e l’attuazione di curricoli per una educazione plurilingue e interculturale del Consiglio d’Europa (2010) ma In Italia, sebbene nell’anno scolastico 2013/2014 per la prima volta gli alunni di cittadinanza straniera nati in Italia hanno superato quelli nati all’estero «si fa ancora fatica a far entrare realmente nella scuola politiche di integrazione efficaci».

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