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Resta in carcere Moreno Polidori: aveva alcol e droga in corpo

Resta in carcere Moreno Polidori: aveva alcol e droga in corpo

Il gip ha respinto la richiesta dei domiciliari. Test positivo per il 46enne che lunedì notte a bordo di un Suv ha travolto e ucciso  due ventenni. Al vaglio del Ris le tracce di sangue rinvenute sul cancello di una villetta e sugli indumenti del giardiniere accusato di omicidio stradale plurimo e fuga. Domenica sera a Santa Severa una fiaccolata per Alessandra Grande e Matteo Carta

di GIAMPIERO BALDI

SANTA MARINELLA – Il gip del Tribunale di Civitavecchia ha convalidato l’arresto in carcere di Moreno Polidori, l’autista del Suv che ha travolto e ucciso Alessandra Grande e Matteo Carta dopo che nell’udienza svoltasi nel pomeriggio di mercoledì, come richiesto dal pm Lorenzo Del Giudice, il gip aveva disposto per l’uomo la misura della custodia cautelare in carcere.

Il giardiniere di Santa Severa è stato accusato dei reati di omicidio stradale plurimo e fuga, aggravati dal riscontro positivo al tasso alcolemico e di rilevazione di sostanze stupefacenti.

Ora Matteo Polidori rischia qualcosa come dodici anni di carcere, anche se potrebbe usufruire di uno sconto se il giudice dovesse accogliere la richiesta del suo avvocato difensore del giudizio con il rito abbreviato.

Le salme dei due ragazzi invece sono ancora nella camera mortuaria del Verano, dove potrebbero essere soggette ad autopsia, solo dopo l’intervento del medico legale, i corpi verranno riconsegnati ai parenti che potranno procedere al rito funebre.

Ma cominciano anche ad essere più chiari gli ultimi movimenti dell’autore dell’incidente subito dopo aver investito i due ragazzi grazie alle indagini svolte dai Carabinieri di Santa Severa e Civitavecchia con l’ausilio dei Ris.

Infatti, nel corso dei rilevamenti, i militari hanno rinvenuto sul cancello del villino dove era finito il Suv dopo l’impatto, alcune tracce di sangue che Polidori, dopo l’impatto e nel tentativo di scavalcare l’alta recinzione della villa per raggiungere la strada e allontanarsi dal luogo, potrebbe aver lasciato. Le tracce biologiche repertate sono state successivamente inviate ai laboratori del Ris di Roma per gli esami di comparazione.

Individuato il titolare del Suv, grazie alla conoscenza del territorio, i Carabinieri di Santa Severa sono andati a colpo sicuro e già alle 4 del mattino il giardiniere 46enne è stato portato in caserma per un primo interrogatorio. Lui ha dichiarato che per le 21,30 era già a casa e che l’auto che lui aveva preso a nolo da una società di Vetralla gli era stata rubata. Una bugia subito scoperta grazie all’ausilio delle immagini di due telecamere posizionate nei pressi della rotonda che porta al 2° Battaglione, zona dove abita Moreno Polidori e all’esterno del Bar Scintilla che dista non più di 100 metri dalla sua abitazione, ma anche dalla versione di due testimoni che hanno ammesso che l’uomo era fuori dalla sua casa ben oltre l’orario da lui fornito.

Così i militari hanno provveduto a far sottoporre il giardiniere al test alcolemico e di rilevazione di sostanze stupefacenti, riscontrandolo positivo ad entrambi gli esami, e proceduto ad un sopralluogo dell’abitazione, nel corso del quale Polidori, messo alle strette, ha confessato di essere il responsabile dell’incidente.

I Carabinieri, infatti, nel corso del sopralluogo, hanno rinvenuto e sequestrato gli indumenti che l’uomo indossava al momento del fatto, intrisi di sangue, molto probabilmente appartenente alle vittime.

Con questi presupposti e con tante prove schiaccianti, dopo essere stato accompagnato alla caserma dei Carabinieri, ha ammesso pienamente le sue responsabilità, fornendo importanti dettagli che hanno consentito di ricostruire in maniera completa la dinamica del sinistro.

Il resto è il dramma di una città che piange due giovani vittime. Un dolore che accomuna l’intera comunità di Santa Severa. Il parroco della frazione ha organizzato una fiaccolata per domenica alle 21. «Ci troveremo a via Moneta, a Santa Severa, riferisce Don Stefano – davanti la stazione dei carabinieri. Da lì, dopo una breve preghiera ci incammineremo processionalmente lungo le vie del paese con una fiaccolata in memoria di Matteo e Alessandra. Vuole essere un momento di meditazione e di preghiera per questi nostri giovani, ma anche un modo per sensibilizzare ad una maggiore prudenza sulle strade: cose di questo genere non dovrebbero mai accadere. Ricorderemo con Matteo e Alessandra anche Sara e tutti i giovani prematuramente scomparsi, spesso a motivo della negligenza e della trascuratezza che gli adulti dimostrano verso di loro». «Che il signore accolga queste giovani anime nel suo regno e dia consolazione e fortezza alle famiglie. Preghiamo anche per chi è stato causa di questa tragedia ricordando le parole di Gesù sulla croce: «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno».

La fiaccolata terminerà presso la chiesa parrocchiale di Sant’Angela Merici, con la recita del santo rosario.

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