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Brexit: le testimonianze

Brexit: le testimonianze

Luciano Lalli e Sophie Bennett: «È stato un voto di pancia». I commenti post referendum del Manager Hp che vive a Londra con la sua famiglia da tre anni e di una donna inglese che vive in Italia da ormai 15 anni

di SILVIA TAMAGNINI

 

CIVITAVECCHIA – «Non sono preoccupato, ma sono deluso» commenta Luciano Lalli, manager HP che da tre anni si è trasferito a Londra con la sua famiglia. «Il mio primo pensiero – aggiunge Lalli – è stato per le mie figlie che non potranno avere le stesse opportunitta che ho avuto io. Grazie all’Europa Unita ho potuto studiare all’estero e lavorare senza problemi in diversi posti d’Europa. Il primo impatto del post Brexit – spiega il manager – ha riguardato il crollo della sterlina e gli effetti cominciano a vedersi nel mercato immobiliare che per la prima volta negli ultimi anni sta rallentando bruscamente. Dal punto di vista lavorativo, è un periodo molto particolare: il mercato in genere non tollera incertezze e gli investitori sono in attesa di capire cosa accadra’. E’ stato un voto di pancia, contro il Parlamento Europeo, una istituzione giudicata inutile e incapace di servire le vere necessita del popolo britannico. Ancora incerta la situazione di Scozia e Irlanda del Nord il cui voto e’ stato a favore della permanenza in Europa.La Gran Bretagna rischia davvero di sgretolarsi, trovandosi ancora più piccola e isolata».

Anche Sophie Bennett, in Italia ormai da 15 anni è sotto shock «Sto cominciando a riprendermi oggi. Non posso credere – spiega – che il mio popolo, che è sempre stato sinonimo di avanguardia, tolleranza, creatività, professionalità possa aver preso una tale decisione. Io l’ho sempre detto ai miei alunni che Londra non è Inghilterra. E la risposta al Referendum ne è la prova. Purtroppo, io, come tanti inglesi in giro in Europa, non abbiamo potuto votare perché questo prevede la legge. 
Posso comprendere – aggiunge Bennett – di non aver diritto di voto nella scelta del Primo Ministro, ma un voto che riguarda l’Europa, chi meglio di noi poteva esprimere la propria opinione? Gli inglesi in Europa sono veramente molti. Poi – prosegue con una punta di amarezza –  non dimentichiamo che i voti per posta non sono arrivati in tempo per colpa del Governo. Vorrei spendere due parole sulla campagna di comunicazione: una decisione così complessa – spiega la donna – è stata lasciata al popolo ma senza informarlo come invece sarebbe dovuto essere. Questo – conclude Bennett giungendo a conclusioni simili a quelle di Lalli – è stato un voto di pancia, di protesta, e solamente ora si stanno rendendo conto delle conseguenze della loro decisione e  molti se ne pentono».

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