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Caso Unilabor, l'Ugl chiede di fare chiarezza

Caso Unilabor, l'Ugl chiede di fare chiarezza

Le dichiarazioni dell'amministrazione comunale circa i pagamenti degli stipendi contrastano con quelle della società. Attig: "Serve un incontro urgente tra le parti". Feuli e Corda: "Al Comune mancano comunque quattro mesi"

CIVITAVECCHIA – “Prendiamo atto di quanto dichiarato dal Comune e chiediamo a questo punto alla Unilabor Scarl, documenti contabili alla mano, di dimostrare che quanto affermato dalla Segreteria del Sindaco non corrisponde alla verità dei fatti: perché delle due l’una: o l’azienda non dice il vero ed ha incassato i 416mila euro del Comune, oppure (non volendo certo pensare che il Sindaco affermi il falso, con tanto di mandati e prove documentali) resta da capire a chi siano stati versati oltre 400mila euro di soldi pubblici”. Il responsabile zonale dell’Ugl Fabiana Attig interviene sulla vicenda dei lavoratori Helyos, alla luce delle recenti dichiarazioni del sindaco Cozzolino che contrastano con quanto affermato dai sindacati in merito ai pagamenti degli stipendi e ai continui ritardi nell’erogazione delle spettanze.   

L’amministrazione comunale ha ribadito di aver emesso in data 23 maggio 2016 – con valuta 27 maggio 2016 – mandati di pagamento per complessivi 416.337,43 euro che, a quanto pare, risulterebbero regolarmente incassati dalla ditta Unilabor Scarl.

“Rimane quindi il mistero sulla fine e la destinazione di questi versamenti. In un recentissimo incontro la Unilabor – hai infatti aggiunto Attig – ci ha smentito categoricamente di aver mai ricevuto o incassato tale mandato di 416.337,43 euro con valuta del 27 maggio. A riprova di ciò, la società ci ha fornito la nota riepilogativa ricevuta dal dirigente Pierluigi Carugno in data 2 maggio 2016, dove si certificavano pagamenti effettuati a conguaglio dei mesi di settembre/dicembre 2015 nonché fatture relative ai mesi di gennaio/febbraio 2016. E anche qui sempre la società ha puntualizzato che questi conguagli di metà gennaio e tutto febbraio non risultano comunque essere ancora pagati”.

Preso atto della forte discrepanza circa la rendicontazione economica, rappresentata dal Comune rispetto a quella sostenuta dalla Unilabor, l’Ugl, in difesa di tutti i lavoratori e le loro famiglie, per il principio di trasparenza chiede un incontro urgente con l’amministrazione comunale e la società Unilabor “per chiarire definitivamente questa vicenda dai contorni Kafkiani. Riteniamo doveroso – ha concluso Attig – vista la grave crisi occupazionale e sociale, al di là di ogni controversia, che il Comune si faccia carico, comunque, di maggior responsabilità e precisione rispetto a pagamenti ben oltre la soglia dei 120 giorni lavorativi. Ritardi che inevitabilmente si riversano sulla stabilità economica dei lavoratori e della città”. 

Ma sulla vicenda intervengono anche Marco Feuli e Silvano Corda, di Filcams Cgil e Fisascat Cisl, che dopo aver appreso della dichiarazione del Comune sul pagamento aggiungono: “Quindi ciò che veniva denunciato  dall’azienda Unilabor alla nostra presenza e a quella di rappresentanti della amministrazione comunale, in seno alla riunione del 30 giugno al comune, non dovrebbe corrispondere al vero – deducono i rappresentanti sindacali prima di domandarsi – perché l’amministrazione non ha smentito subito la dichiarazione aziendale? Il Comune dice di aver saldato tutto fino a febbraio 2016 (quindi, se ciò ad corrispondesse al vero, oggi mancherebbero ancora  altri 4 mesi, pertanto il Comune comunque avrebbe  fatto “la metà del suo dovere”) l’azienda dice che non è così e ritiene di avere documentazione comprovante di ciò, che  abbiamo richiesto in visione, ma a prescindere riteniamo debba farsi carico di pagare i propri dipendenti”.

Feuli e Corda dicono di avere come unico interesse il bene dei lavoratori che non sono certamente interessati agli ‘‘scarica barile’’e ripetono che all’organizzazione sindacale interessa soltanto che venga pagato il dovuto, dicendosi pronti a ricorrere ad azioni di lotta sindacale in caso ci siano nuovamente ritardi per il prossimo stipendio. 

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