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Mense scolastiche, verso un accordo

Mense scolastiche, verso un accordo

Venerdì clima collaborativo e voglia di chiarimenti nell’aula del Granarone. Positivo il confronto tra genitori e Comune sulle quote e la qualità del cibo. L’amministrazione trova un punto d’incontro con le famiglie

di DANILA TOZZI

CERVETERI – Animi meno tesi, spirito collaborativo e voglia di chiarimenti. Questo il clima che si respirava venerdì pomeriggio nell’aula consiliare del Granarone durante l’assemblea in cui genitori e amministrazione di Cerveteri si sono incontrati, perlomeno pubblicamente, per la seconda volta nell’arco di una settimana, per discutere del problema mensa, scoppiato dopo che una petizione firmata da quasi 500 persone e altrettante numerose lamentale erano arrivate sul tavolo di giunta. Una questione che il sindaco Pascucci però ha dimostrato di voler risolvere, venendo incontro nei limiti del possibile alle famiglie che criticavano molto vivacemente la qualità del servizio e l’inopinato aumento pro-capite della quota del 40%, passata a 55 euro a bambino.

Due dunque le direttive che Pascucci ha affrontato al netto delle polemiche e strumentalizzazioni politiche, per arrivare a una soluzione soddisfacente per tutti. «Mi sono studiato meglio le carte – ha detto Pascucci in apertura dei lavori ai cui erano presenti come nelle precedenti riunioni il vicesindaco Giuseppe Zito e l’assessore ai Servizi sociali Francesca Cennerilli – in cui sono riuscito ad approfondire la tematica e ad aver così le idee più chiare e capire meglio come muovermi per risolvere la questione, su cui trattandosi di bambini, non si può prescindere: la qualità del cibo deve essere ottima perché la salute dei figli viene prima di ogni altra priorità».

E a dare più forza e convinzione alle sue parole è seguita, tramite slide, la descrizione di alcuni articoli del contratto stipulato con la Sodexo, la ditta “incriminata” che da alcuni anni distribuisce pasti su tutto il territorio comunale, (dai numeri importanti 27.00 pasti distribuiti in un periodo di 7 anni per 13 refettori).

Partendo quindi da uno degli articoli del capitolato, si è voluto sottolineare come alcune delle eventuali “lacune” devono essere sempre segnalate e comporterebbero una penale da pagare della società inadempiente di circa 8.000 euro. «Nel caso in cui non venga rispettato il menu, – ha spiegato Pascucci – le variazioni vanno comunque sempre comunicate all’ufficio scuola e concordate con la Asl, responsabile della lista dei pasti». Quindi, ribadito il concetto della massima collaborazione tra istituzioni e famiglie, improntato alla trasparenza e partecipazione attiva dei genitori dei piccoli che usufruiscono della mensa, l’amministrazione ha fatto due proposte: al tavolo con la Sodexo (che ha deciso di fornire l’acqua a ogni pasto) sia presente una nutrita rappresentanza di genitori e che la ditta, in collaborazione con l’ufficio Scuola, si impegni a comunicare via email con le famiglie degli iscritti eventuali variazioni nel menu. La questione che sta a cuore poi particolarmente legata alla qualità del cibo non può esulare anche da un ambiente improntato alla massima igiene e pulizia.

Si è poi sottolineata l’importanza di continuare l’istituzione della Commissione mensa formata da quattro genitori per plesso, che controlli a sorpresa il pranzo dei bambini, con due controlli mensili.

Da qui, la proposta dell’amministrazione di creare un osservatorio permanente formato appunto dai genitori con incontri mensili con il Comune.

Quindi passando alla nota dolente dell’aumento: «Noi come Comune dobbiamo versare un milione mezzo di euro alla Sodexo sia che il pranzo sia buono o cattivo e dati gli ultimi tagli alle casse, dal governo centrale, una parte inevitabilmente maggiore è a ricasco delle famiglie.

Perciò l’aumento; sul quale però si aprono due ipotesi: dal 2° figlio in poi una riduzione del 20%; seconda ipotesi 50 euro per chi ha due figli, 40 euro dal 3° figlio in poi».

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