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Mensa, vittoria delle mamme

Mensa, vittoria delle mamme

All’incontro di venerdì al Granarone, il sindaco Pascucci con slide e dati ha fornito spiegazioni sul bilancio e sul capitolato d’appalto ed ha accolto le richieste dei genitori con proposte che invitano ad una maggiore vigilanza e alla collaborazione. Ci sarà un osservatorio permanente . Previsti sostegni alle famiglie in difficoltà e riduzioni delle tariffe

di G. OLZAI e T. MORETTI

 

CERVETERI – Al secondo incontro tra l’amministrazione e i genitori per affrontare il problema del caro-mensa, le mamme partecipanti erano una quarantina. Il clima era disteso.

Nel corso dell’incontro è emersa nel concreto una grande volontà di confrontarsi in modo franco e costruttivo. Il Sindaco Pascucci fa una lunga e dettagliata relazione aiutandosi con delle slide e il suo intervento si orienta a separare due temi ben distinti che verranno affrontati: la qualità del servizio mensa nel suo insieme e il costo del servizio, poi, a nome dell’amministrazione ha formulato delle proposte integrative a quanto già stabilito, che saranno vagliate, scelte o eventualmente respinte, dai genitori.

Per quanto riguarda la qualità del servizio dice Pascucci: “L’assunto di base, che non si deve neppure discutere, è che il servizio deve essere di altissima qualità”. Quindi entra nei particolari e spiega come anche dal punto di vista legislativo, è inteso e regolato il servizio e le modalità dell’appalto vinto da Sodexo. “Il servizio di Refezione Scolastica è un servizio a domanda individuale: vengono erogati dal Comune ad una determinata categoria di utenti che ne fanno richiesta. La Legge prevede che i costi dei servizi a domanda individuale siano compartecipati dall’utenza per almeno il 30%. L’appalto costituito in primis dall’approvvigionamento, preparazione, somministrazione e distribuzione di pasti per presunti 27.000 pasti annui, ha una durata di 7 anni scolastici (dalla data di affidamento del servizio). Il Comune ha sempre fissato la quota a carico delle famiglie nel 40% del costo del servizio. La quota a carico del Comune è finanziata dal bilancio comunale, cioè con le risorse di tutti i cittadini. Il servizio mensa comprende: 1 centro di cottura nell’area scolastica dell’Itc Giovanni Cena; 13 refettori scolastici su tutto il territorio e 1570 pasti giornalieri’’.

Dal precedente incontro con i genitori – continua – “l’Amministrazione comunale ha recepito e approfondito due questioni che vanno trattate separatamente: Qualità del Servizio e Costo del Servizio. La prima questione riguarda il rispetto del menù settimanale, che come da contratto l’appaltatore non può apportare nessuna variazione senza la specifica autorizzazione scritta del Committente. A riguardo le proposte dell’Amministrazione sono: Sodexo si è impegnata ad avviare un nuovo tavolo di lavoro sui menù mensa aperto alla partecipazione attiva dei genitori; la Sodexo e l’Ufficio Scuola si impegneranno a comunicare via e-mail a tutte le famiglie iscritte eventuali variazioni del menu”. Per quanto riguarda poi il controllo sull’applicazione di quanto stabilito, capitolato alla mano indica i passi più delicati e spiega e invita alle forme più efficaci di controllo spiegando anche che il non rispetto di quanto stabilito è foriero di sanzioni ma in casi estremi anche della recessione del contratto. Parla quindi di quanto è regolamentato su personale, organico, igiene personale, conformità degli alimenti, prelievi e analisi, organismi preposti al controllo di qualità e rispettive competenze che sono individuati nei competenti Servizi della ASL, i funzionari dell’Area Pubblica Istruzione, la Commissione Mensa, nonché altri soggetti e/o strutture specializzate e incaricate dal committente. In questo contesto, l’amministrazione propone: che il Comitato Mensa sia reso maggiormente operativo e il suo lavoro risulti più continuativo per tutto l’anno, e di creare un Osservatorio permanente formato dai genitori che usufruiscono del servizio, che incontri periodicamente l’Amministrazione comunale e il comitato mensa.

Passando ai costi, Pascucci ha parlato e documentato i tagli che il comune è stato costretto ad operare per le esigenze di bilancio. Purtroppo si è dovuto intervenire anche sui servizi sociali. Per cui dopo aver spiegato che il servizio di mensa ha comportato un aumento della copertura richiesta al comune in virtù dell’incremento del numero dei pasti richiesti, l’amministrazione propone due ipotesi: O una riduzione del 20% dal 2° figlio in poi, o il pagamento di 50 euro per 2 figli e 40 euro dal 3° figlio in poi. Circa il ritorno al sistema dei buoni pasto specifica che: “Il ritorno al buono pasto comporterebbe un aumento del costo per singolo pasto da 2,55 a circa 2,90 euro. Maggiore convenienza solo in caso di più di 3 assenze mensili’’. Propone la modifica del regolamento introducendo sgravi per assenze continuative superiori ai 15 giorni (certificato medico). Circa il sostegno per i nuclei familiari in difficoltà propone un esonero parziale per i nuclei con ISEE pari a zero tramite Ufficio Servizi Sociali.

Annuncia che la Sodexo non ha dato disponibilità per la fornitura delle merende questione difficoltosa coi meccanismi di appalto ma che sarà oggetto di proposta migliorativa per il prossimo bando, mentre ha garantito la fornitura di acqua alle classi e l’aumento della fornitura dei pasti. Chiosa politica quando avverte che nessuno dell’opposizione ha presentato alcun emendamento in sede di approvazione di bilancio.

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