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Centrale a Biogas? Il M5S a Caucci: «Preferiamo il rilancio dell’agricoltura»

Centrale a Biogas? Il M5S a Caucci: «Preferiamo il rilancio dell’agricoltura»

TARQUINIA – Il M5S Tarquinia ritiene provocatorio l’invito per un «incontro esclusivo», lanciato sulla stampa da Franco Caucci, amministratore della Pellicano «(la società – dicono i grillini – che tratta i rifiuti nella piana del Mignone, vicino alla Litoranea), che vorrebbe far arrivare «monnezza» (frazione organica) a Tarquinia da tutta la regione per circa 30.000 tonnellate l’anno, per farne metano, da bruciare in parte per produrre elettricità e la restante parte da vendere come carburante».

«L’invito è provocatorio – dicono dai Cinque stelle – perché il M5S Tarquinia, che ha ragioni tecniche inoppugnabili per contrastare un progetto scellerato, ha una posizione pregiudizialmente contraria all’iniziativa, perché un territorio già profondamente colpito da fonti inquinanti andrebbe maggiormente salvaguardato, e non può passare il concetto che un’altra industria insalubre farebbe poca differenza». «Ma purtroppo – aggiungono – è questo il concetto che circola in certi ambienti: siamo una terra «da rapinare» cogliendo tutte le rendite possibili. E l’iniziativa che il consorzio Pellicano vorrebbe realizzare è una rendita, perché sta in piedi solo grazie agli incentivi statali. Questa è una terra che non ne può più dei «cacciatori di rendite»: centrale a carbone, autostrada, idroelettrico, impianti fotovoltaici su suolo agricolo. C’è un copione che si ripete: la centrale a carbone, una rendita per Enel da un miliardo di euro all’anno, che grava su questo territorio anche grazie alla complicità dei sindaci, che tra l’altro continuano a dimostrare da che parte stanno non partecipando all’Osservatorio Ambientale regionale dove potrebbero contrastare concretamente Enel».

«È poi – aggiungono i pentastellati – l’inutile autostrada della Sat, che ha sfilato l’Aurelia ai cittadini, bella e gratuita, per incassare la rendita dei pedaggi; anche in questo caso Caltagirone, le cooperative rosse, il Monte de’ Paschi di Siena e gli altri dell’affare devono ringraziare un sindaco, agevolatore dei cacciatori di rendite, che non ha l’agricoltura tra le sue principali preoccupazioni: guardate che fine miserabile ha fatto l’impianto per la trasformazione e la conservazione dei prodotti agricoli (conservificio/pomodorificio); e che dire dell’idroelettrico sul fiume Marta, un’altra rendita per il fortunato di giro, che sembra stia nelle grazie del Governatore della Regione Lazio: per non parlare del silenzio e dell’inerzia del sindaco che stanno fattivamente agevolando la società che vuole prendersi l’acqua del Marta per farne elettricità, sfruttando però a costo zero un impianto di proprietà pubblica: un’altra rendita ‘‘gguantata’’ che ci toglie la possibilità di fare in proprio elettricità».

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