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Studente Usa morto a Roma, la rabbia social: "Italia paese di criminali e razzisti"

ROMA – L’Italia? “Uno dei Paesi più pericolosi, non dovrebbe far parte dell’Unione Europea”. Gli italiani? “Sono troppo razzisti”. Roma? “Un posto infestato da criminali”. La notizia della tragica scomparsa di Beau Solomon, lo studente americano 19enne della John Cabot University scomparso giovedì scorso nella Capitale, rimbalza sui siti stranieri e sui social network, portando con séun’ondata di sdegno e rabbia fra i commentatori. Sono in tantissimi a lasciare una frase o un pensiero nei post Facebook e Twitter delle testate straniere dedicati al caso, molti di condoglianze alla famiglia e tanti di aperta condanna nei confronti dell’Italia. Dal NY Post al New York Daily News, si susseguono infatti da qualche ora una quantità di giudizi ben poco gratificanti sul Belpaese, molti dei quali poi scomparsi in mattinata forse per l’eccessivo carico di livore dettato dall’emozione del momento.

“L’Italia – scrive ad esempio un utente – può essere un posto pericoloso. E’ piena di crimini e infestata da criminali. La polizia a Roma è incompetente e di conseguenza conduce le indagini. Questo Paese non dovrebbe essere membro dell’Ue. […] E’ vero, queste cose – continua – possono succedere ovunque, ma le persone non dovrebbero andare in Italia pensando si tratti di un Paese sicuro e civilizzato. Non puoi abbassare la guardia e fidarti di tutti. Queste persone sono dei selvaggi”. “A voler essere onesti – gli fa eco una lettrice – l’Italia è uno dei Paesi più pericolosi del mondo e gli italiani sono fin troppo razzisti. Non ci andrei mai”. “Gli americani – continua un altro – percepiscono l’Italia come un posto tranquillo dove possono lasciarsi andare, quando in realtà è pieno di criminali e una nazione corrotta governata da politici incompetenti e forze dell’ordine corrotte, come negli Usa o in Russia”.

Ma non solo. A farsi largo nella crescente rabbia fra i commentatori sono anche i riferimenti al passato: emblematico in questo senso è il richiamo ad Amanda Knox e all’omicidio Meredith, con pesantissime accuse rivolte agli investigatori e alla giustizia italiana. E non mancano nemmeno i teorici del complotto, che questa volta tirano in ballo l’Isis: “I jihadisti sono di vedetta negli aeroporti aspettando solo un ingenuo americano in arrivo. Gli offrono un passaggio – scrive l’americano Eugene – e si ritrova a faccia in giù in un fiume. Aveva tre caratteristiche contro di lui: era americano, era ebreo, era bianco. Il poverino non aveva scampo”. (Adnkronos)

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