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''Casse del Pd, i conti non tornano''

''Casse del Pd, i conti non tornano''

Il consigliere comunale del Partito democratico Marco Gentili chiede più trasparenza nella gestione finanziaria del suo partito. «Saremo costretti a richiedere ulteriori fondi agli iscritti»

TARQUINIA- «Non si fanno i conti senza l’oste». Il consigliere comunale del Partito Democratico Marco Gentili chiedi lumi sulla gestione finanziaria del suo partito dopo che nei direttivi i suoi interrogativi sono rimasti sempre senza risposta. Gentili si rivolge ad Andrea Egidi, Segretario del Partito Democratico della Provincia di Viterbo.

«Non volevo arrivare al punto di pubblicare una lettera ad personam ma stanco di percorrere strade diplomatiche e riservate non mi rimangono altre alternative. -tuona Gentili- Dopo l’ennesimo silenzio ai miei interrogativi nel direttivo Pd riunito lunedì sera, ho deciso di rendere pubblica la mia costernazione. Se il Premier all’ultima direzione del Pd presso il Life Hotel di via Palermo a Roma ha fatto vedere un estratto del film di Ken Loach, con voi e con il Pd di Tarquinia sarebbe utile vedere la scena finale del film di Marco Risi, dove il giornalista Rocco Ferrante è chiuso dentro una cabina telefonica ad esternare tutto ciò che pensa riguardo una vicenda tragica che vede purtroppo coinvolti apparati dello Stato. Bene, tutta la rassegnazione che trasale dal monologo dell’attore e la voglia di dare voce ad un clima politico e giornalistico asfittico la sento purtroppo dentro di me e per questo la rendo pubblica».

Gentili spiega i motivi. «Mi riferisco in particolare allo stato in cui versano le casse de Partito Democratico a Tarquinia. Non avendo mai ricevuto risposte e non sapendo ancora oggi chi ricopre la carica di tesoriere, ho chiesto più volte di avere delle risposte al nuovo Coordinatore del Circolo democratico: Piero Rosati. Costui, il 17 giugno scorso, però mi ha inviato il file excel dell’elenco iscritti e dei relativi versamenti ma in questo documento trasmessomi non solo non è specificata la data di tesseramento di ciascun iscritto, ma per di più i conti neanche tornano. Se è vero che abbiamo tesserato 157 persone facendo pagare ad ognuno 30 euro, dovremmo aver ricevuto un ammontare di 4.710 euro che, se veritieri, pur sapendo che la metà viene ritirata dalla Federazione, coprirebbero ampiamente il debito con un ristorante ed una tipografia locale. Invece no, saremo costretti a richiedere ulteriori fondi agli iscritti e altrettanti dovrà richiederne per le Primarie». Gentili va giù duro. «Io non ci sto a questo tipo di gestione. Ribadisco che, secondo Statuto, il contributo economico mensile al Partito deve essere pari al 10% del tornaconto amministrativo derivante dalla carica ricoperta. Ricominciamo dunque dalle regole ufficiali e riprendiamo una gestione trasparente e precisa. Ci si lamenta che il partito è visto come vecchio e se la percezione esterna è questa, figuriamoci quella interna. Ripartiamo dunque dall’osservazione e dal rispetto delle regole, dall’attribuzione chiara dei ruoli e delle responsabilità altrimenti lasciamo perdere, abbiamo scherzato. Mi aspetto una risposta caro Egidi, almeno da te e pubblica».

F. F.

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