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Appalti a Tvn: è protesta

Appalti a Tvn: è protesta

Da questa mattina lavoratori di diverse aziende del territorio sono fuori i cancelli della centrale Enel. Sembra che a breve subentreranno delle imprese non locali per attività all'interno dell'impianto. Si attende la riunione di oggi al Comune. Grasso: "Enel rispetti gli impegni a salvaguardia delle imprese locali". SeL: "Difendiamo il lavoro: apriamo una vertenza cittadina"  

CIVITAVECCHIA – Appalti a ditte che non sono del territorio? È questa la preoccupazione, che potrebbe presto trasformarsi in una cruda realtà, dei lavoratori che da questa mattina sono in protesta fuori i cancelli della centrale Enel di Torre Nord. La questione era già stata sollevata alcuni mesi fa e oggi torna prepotentemente sotto i riflettori. Perché a quanto pare il rischio di vedere subentrare ditte non locali per lo svolgimento di attività all’interno dell’impianto sembra essere davvero cocnreto. Almeno stando a quanto dichiarato dagli stessi lavoratori, pronti ad una manifestazione ad oltranza per far capire ad Enel che non è questa la strada da seguire. 

Intanto è in programma per questo pomeriggio al Pincio la riunione dell’osservatorio permanente sui problemi del lavoro collegati alla centrale di Torre Nord; presenti il sindaco Cozzolino, rappresentanti di Enel, dei sindacati, Authority, Unindustria, Federlazio, Legacoop, Cna e consorzio Comind. All’esito della riunione, i lavoratori decideranno cosa fare. 

Sulla vicenda è intervenuto il capogruppo della Svolta Massimiliano Grasso. “Enel deve rispettare gli impegni a salvaguardia dell’occupazione, ma anche e soprattutto dell’imprenditoria locale – ha spiegato – l’amministrazione comunale deve farsi garante di una intesa che vada in questa direzione, nel rispetto delle norme sugli appalti, ma – come avviene altrove – in un quadro in cui, dopo una riduzione importante di commesse rispetto al passato, le manutenzioni e qualsiasi lavorazione per la centrale di Torre Valdaliga Nord devono essere effettuate attraverso gare e selezioni che tengano nella dovuta considerazione il tessuto economico ed imprenditoriale del territorio. Proprio come avviene a Brindisi o in Sardegna, dove – non crediamo sia una coincidenza – basta dare un’occhiata agli appaltatori  Enel per rendersi conto di come di certo non ci sia spazio per le imprese civitavecchiesi o aziende di altre provenienze. E bisogna pretendere che altrettanto accada qui. Enel non può cavarsela con il semplice impegno di riassorbimento della manodopera locale da parte di ditte provenienti da altre parti d’Italia. Significherebbe uccidere i pochi imprenditori locali superstiti e – ha aggiunto – al termine delle commesse, ritrovarsi con un enorme problema sociale di ricollocazione della manodopera locale che di certo sarebbe “scaricata” al termine del contratto e non avrebbe più nemmeno la possibilità di ritornare con le imprese civitavecchiesi, messe in ginocchio da una politica che non può essere consentita ad Enel, neppure in nome del libero mercato”.

Secondo Grasso “Civitavecchia sta pagando a caro prezzo la servitù energetica, ed è inaccettabile che gli accordi di salvaguardia dell’imprenditoria locale (sinonimo di occupazione locale, che si garantisce veramente solo attraverso la salvaguardia di imprese che sono sul mercato da decenni e quindi sono perfettamente in grado di essere competitive) vengano elusi da Enel – ha sottolineato – con giochi al massacro, in parte già verificatisi, purtroppo con la più o meno consapevole complicità dei consorzi locali, per la realizzazione dell’impianto, e ribassi con cui alla spa elettrica non può essere politicamente consentito di fare profitti ad ulteriore discapito del territorio. Per questo, siamo pronti a sostenere l’azione dell’amministrazione comunale in tutte le sedi istituzionalmente competenti per arrivare, attraverso il rispetto degli accordi in essere, o qualora fosse necessario anche con la sottoscrizione di un addendum alle precedenti convenzioni, a fare impegnare Enel – ha concluso Grasso – ad applicare ogni legittima modalità di azione, nel quadro delle evidenze pubbliche di selezione dei propri appaltatori, finalizzata alla tutela dell’imprenditoria locale”.

Preoccupazione espressa anche da SeL. “La notizia che, 3 dei 4 complessivi appalti di manutenzione presso la Centrale di Torre Valdaliga nord siano stati vinti da aziende liguri, fa tanto pensare che Enel a tutto badi, tranne che al rispetto della convenzione in essere e degli accordi con la città di Civitavecchia  e conferma il fatto che tenga unicamente a conseguire economie, anche se le stesse vanno a discapito della città, dei lavoratori e delle aziende locali”.

Sinistra Ecologia e Libertà/Sinistra Italiana denuncia quindi che Enel, “nonostante la sua ingombrante presenza sul territorio, continua a favorire l’insostenibilità dei costi degli appalti, sicuramente neanche sufficienti – hanno spiegato – al mantenimento dei livelli occupazionali e salariali per le aziende locali, cosa che genera uno sciacallaggio basato sul risparmio sul costo del lavoro inducendo aziende, non locali, ad applicare la pratica incontrollata del massimo ribasso. Questo mette in forte pericolo i livelli occupazionali e intacca sensibilmente la qualità delle manutenzioni e gli standard della sicurezza del lavoro che, in un sito industriale come quello di Torre Valdaliga Nord, devono essere invece tutelati senza alcuna deroga”.

Tutti motivi per i quali il circolo cittadino invita l’Amministrazione Comunale “ad uscire dall’inerzia alla quale ci ha abituato e a rendersi parte attiva – hanno aggiunto – di un confronto con l’Enel che prescinda dagli accordi economici, ma che guardi ai lavoratori, alle loro famiglie, ai tanti disoccupati locali, alle loro aspettative professionali e anche di “sopravvivenza”. È oramai improcrastinabile l’apertura di una vertenza che metta al centro dell’interesse della politica, la persona, la qualità del lavoro, la sicurezza e la legalità come è stato ribadito dal nostro consigliere regionale Gino De Paolis che nella mattinata di oggi si è recato davanti ai cancelli di Torre Valdaliga Nord, per portare la propria solidarietà ed assicurare il proprio contributo su una battaglia che sente sua insieme al partito tutto. In una fase tanto difficile e delicata – hanno concluso da SeL/Si – è importante che i lavoratori ritrovino una rinnovata unità per riappropriarsi insieme la dignità che stanno tentando di rubargli e che non prestino il fianco a tentativi mirati a creare “divisioni interne” utili solo a chi vede il costo del lavoro come un appesantimento economico a discapito dell’utile di Impresa”. 

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