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Concordato in bianco Hcs, Posocco: "Decisione sciagurata"

Concordato in bianco Hcs, Posocco: "Decisione sciagurata"

Il rappresentante della Cna parla di fallimento politico ed aziendale. "A rischio i lavoratori di 300 aziende del territorio". Dubbi anche sulla costituzione della NewCo che l'assessore Savignani è pronto a portare in Consiglio entro la fine del mese 

CIVITAVECCHIA – «Il concordato in bianco? Rappresenta la totale incapacità da parte del liquidatore e dell’amministrazione ad attuare un serio e credibile piano di ristrutturazione, con contenimento dei costi e rilancio aziendale». Ne è convinto il rappresentante della direzione provinciale della Cna Fabio Posocco, rappresentante tra l’altro anche di una delle società creditrici di Hcs. «Altro che gioire – ha aggiunto – questo è un vero e proprio fallimento, politico ed aziendale, un modo per cannibalizzare le parti nobili di Hcs sottraendole ai creditori per portarle nella famosa NewCo».

E proprio su questa nuova società, che l’assessore Marco Savignani si è detto ormai pronto a costituire, portando la delibera in consiglio comunale tra un paio di settimane, Posocco nutre diversi dubbi, legati alla ‘‘legalità’’ di questa costituzione e agli affidamenti in house che dovranno passare in giunta, «e che andranno contro quella che è la nuova normativa nazionale. Una cosa è certa – ha aggiunto – se la NewCo nasce con queste premesse, è già tutto sbagliato». Ed il riferimento è ancora al concordato in bianco che, come già denunciato nei giorni scorsi duramente dall’Ugl, va a colpire le imrpese locali, «rovindandole – ha spiegato Posocco – e mettendo in seria difficoltà gli equilibri economici. Parliamo di oltre 300 imprese, tra Civitavecchia e la provincia di Viterbo, per un totale di circa 1200 unità lavorative. Per garantire il posto di lavoro a 400 persone, assunte perlopiù su raccomandazione politica e senza titoli o requisiti, si strozzano imprese che non hanno colpe se non quella di aver lavorato per le municipalizzate, e lo si fa con un concordato pianificato e studiato appositamente dall’assessore e i suoi fidi consiglieri, con percentuali usuraie. Ci spieghi quali saranno proprio le percentuali, che sicuramente non basteranno alle aziende neanche a pagare le spese legali».

 A quanto pare, associazioni ed imprese non accetteranno supinamente questa decisione. «Stiamo verificando – ha concluso il rappresentante di Cna – come poter attuare una tutela civile e legale per chi verrà danneggiato da questa sciagurata decisione». 

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