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Moscherini, la parola torna al Pm

Moscherini, la parola torna al Pm

Questa mattina si è tenuto l’incidente probatorio. Per circa tre ore Pasqualino Monti davanti al Gip ha risposto alle domande dei legali e del sostituto procuratore Del Giudice, che ora dovrà valutare se l'ex sindaco minacciò l'allora presidente dell'Authority. Versioni contrastanti degli avvocati. Taormina: «Distanze tra i due diminuite». Bianchini: «Fu delusione sul piano personale». Miroli: «Confermate le dichiarazioni precedenti»

CIVITAVECCHIA – Tre ore di domande incalzanti, prima da parte del Pubblico Ministero, Lorenzo Del Giudice, poi dagli avvocati presenti. L’incidente probatorio in cui questa mattina, dalle 10 alle 13, di fronte al Giudice per le Indagini Preliminari Massimo Marasca è stato sentito il commissario dell’Autorità Portuale Pasqualino Monti ha portato a commenti divergenti tra i legali, che sono usciti dal Tribunale piuttosto provati, nonostante ieri mattina il caldo asfissiante avesse allentato la propria morsa. L’aria si tagliava comunque con il coltello. All’appuntamento a Palazzo di Giustizia, infatti, oltre agli avvocati (Taormina e Bianchini, Iervolino ieri in sostituzione di Mormino per Moscherini e De Francesco; Miroli per Monti) si è presentato puntuale (per lui è anche questa una novità) anche Gianni Moscherini, che ha assistito all’incidente probatorio in assoluto silenzio, con lo sguardo abbassato, senza mai incrociare quello di Pasqualino Monti, che ha parlato per tre ore di fila.

L’incidente probatorio era stato chiesto dal pm per sciogliere definitivamente uno dei nodi che era alla base  dell’inchiesta che vede indagati l’ex sindaco Gianni Moscherini e l’ex assessore Enzo De Francesco per presunte minacce e tentata estorsione nei confronti di Monti, che rispetto alla posizione di Moscherini, è come se fosse un testimone.

Nel quadro costruito dalla pubblica accusa, infatti, un ruolo rilevante lo avevano le dichiarazioni di Monti di essersi sentito minacciato da Moscherini, quando, nella primavera del 2013, parlandogli della pietra utilizzata per i cassoni della darsena traghetti, gli avrebbe detto che se non avesse provveduto ad utilizzare pietra di qualità, (come quella della Romanacav) sarebbe andato incontro a denunce e guai giudiziari.

«Le distanze tra i due sono diminuite» ha dichiarato l’avvocato di Moscherini Carlo Taormina

«A mio avviso – aggiunge l’altro legale dell’ex sindaco, Pierluigi Bianchini – si è chiarito che Monti in quel frangente non si sia sentito minacciato. Per lui la cosa finì lì e solo in un secondo tempo avrebbe poi ricollegato quella che ha definito la campagna mediatica e di fango contro di lui da parte di Paolo Gianlorenzo ed i ‘‘consigli’’ di Moscherini con quell’episodio, che però, in quel momento, evidentemente non aveva avvertito come una minaccia, piuttosto come una delusione sul piano dei rapporti personali di amicizia».

 «Monti ha confermato tutto quello che aveva già dichiarato in sede di interrogatorio», ha invece dichiarato il legale del commissario dell’Authority Andrea Miroli, che non ha voluto commentare ulteriormente l’incidente probatorio. 

Ora, una volta trascritti, gli atti saranno restituiti al pm che dovrà valutare se chiudere le indagini con una richiesta di rinvio a giudizio per Moscherini e De Francesco, oppure se archiviare il caso.

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