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Bracconiere ucciso: ancora nessun indagato

Bracconiere ucciso: ancora nessun indagato

Sabato scorso si sono svolti i funerali di Giovanni Pennacchioli

CERVETERI – Sabato 16, alle 14,30, presso la Parrocchia della Santissima Trinità, si sono svolte le esequie di Giovanni Pennacchioli, il giovane bracconiere di 43 anni ucciso durante una battuta notturna di caccia al cinghiale a i “Puntoni”. Il riserbo assoluto delle autorità non ha permesso che filtrasse la notizia di quando possa essere stata eseguita l’autopsia, esame importantissimo per il proseguimento delle indagini. Come si sa infatti, Giovanni Pennacchioli fu ucciso da una scarica di “pallettoni” sparata per sbaglio, ma da chi? Questo è ciò che impegna maggiormente gli inquirenti. Infatti, i suoi compagni con lui quella notte, N. A. guardiacaccia, interrogato per oltre cinque ore, rimane fermo nel negare di essere stato lui a sparare.

Continua a dire che era ad oltre cento metri dall’amico, di avere si abbattuto il cinghiale, che poi è stato trovato morto, ma di aver sentito altri due colpi venire da una direzione diversa dalla sua. Il fatto che dopo il lungo interrogatorio sia tornato a casa e che non ci siano ad oggi a suo carico provvedimenti di alcun tipo che possano condurre alla morte di Pennacchioli, fanno pensare che possa aver detto la verità. Il secondo, l’uomo di nazionalità rumena, non armato, che stava vicino a Giovanni al momento dello sparo, ha detto di aver visto un lampo di un faro acceso e di aver sentito due colpi venire da quella direzione. Dove si orientano ora quindi le indagini premesso che c’è da attendere comunque gli esami balistici sulle armi rinvenute sulla scena e sequestrate anche in perquisizioni domiciliari? Se come si presume gli esami incontreranno delle difficoltà per la caratteristica delle armi che sono a canna liscia e che non lasciano quindi segni identificativi sulle pallottole e potrebbero essere solo le cartucce che vengono espulse a raccontare qualcosa, ne sono state trovate altre che non appartenessero ai tre? Sono state trovate tracce di un eventuale altro gruppo che si è allontanato dal luogo? Questi eventualmente hanno raccolto le cartucce? E se così è stato? C’è soltanto da sperare che quella radura fosse coperta dal segnale di celle telefoniche attraverso le quali vedere chi a quell’ora vi era agganciato e sapere come giustifica la sua presenza in quel luogo. Ai funerali era presente anche l’amico N. A. e l’uomo di nazionalità rumena, che doveva trasportare la preda, ha lanciato dei palloncini verso l’alto. Genitori e fratelli addolorati ma con lo sguardo fiero ed attento come di chi non vuole farsi scappare ogni faccia ed ogni emozione dei presenti. (To. Mo.)

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