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Emergenza abitativa, settanta case in tre anni

Emergenza abitativa, settanta case in tre anni

Il bilancio legato agli alloggi da realizzare. Pantanelli: "Zero consumo di terreno agricolo". Il commissario Ater Passarelli: "Il Pz4 sarebbe una soluzione interessante, ma non vogliamo trovarci con un'altra Torre d'Orlando. E' una questione tra Comune e costruttore. Se ne potrà riparlare quando e se l'area dovesse essere resa edificabile. Ma mi pare che non ci sia una volontà politica in questo senso"

CIVITAVECCHIA – «Zero consumo di terreno agricolo», è questo che anima la politica del Movimento 5 Stelle in materia di emergenza abitativa. Lo confermano il sindaco Antonio Cozzolino e l’assessore all’Urbanistica Massimo Pantanelli, intervenendo sul Pz4 e sullo sfumato progetto di realizzazione di quasi cinquecento alloggi.

«Questa amministrazione in poco tempo ha già fatto moltissimo – spiega Cozzolino – arrivando a consegnare venti alloggi, mentre altri tre sono in fase di assegnazione». Il primo cittadino fa sapere che l’intenzione del Pincio non è quella di mettersi di traverso per quanto riguarda i progetti già avviati (Pz4, via Canova, Pz11), mentre Pantanelli, intervenendo sull’ormai sfumato megaprogetto da 450 alloggi, fa sapere che «si parla di un’area agricola da trattare con una pianificazione attuativa che non ha le gambe per camminare. Aspettiamo i riscontri tecnici degli uffici».

Gli fa eco il commissario dell’Ater Antonio Passarelli: «Un progetto bellissimo – riferisce – ma parliamo di un terreno agricolo e rischiamo di ritrovarci con un altro campo su cui pascolare le pecore, come accaduto per Torre d’Orlando».

Il commissario dell’Ater ha poi chiarito ulteriormente la sua posizione sulla vicenda ‘‘emergenza abitativa’’: «Il problema dei 450 alloggi in Pz4 – dichiara – riguarda il Comune ed il costruttore. È evidente che sarebbe una soluzione interessante per l’Ater, così come lo sono tutte le soluzioni idonee a realizzare, recuperare o comunque reperire alloggi. Però per quanto ci riguarda ne potremo riparlare solo quando l’area sarà edificabile. E non mi pare che oggi esista la volontà politica dell’amministrazione di procedere in questo senso. Per noi è importante evitare il ripetersi di casi come quello di Torre d’Orlando dove abbiamo investito soldi senza poter costruire».  

«Ben vengano altre soluzioni proposte dall’amministrazione comunale – prosegue Passarelli – come quelle in Pz10 o in Pz11 di cui si è parlato. Nel frattempo stiamo lavorando per sbloccare le possibilità che ci consentiranno di costruire nel più breve tempo possibile che a questo punto per noi sono via Canova e le sagome K e J nel Pz4. Ottenuta l’ultima autorizzazione dalla Regione, saremo in grado ci realizzare un centinaio di alloggi per consegnarli fra 3 anni. Di più Ater al momento non può fare  – dice ancora Passarelli – certo, il Pz4 avrebbe consentito di partire in meno di 6 mesi con la costruzione di oltre 450 appartamenti, ma rendere edificabile quei terreni non dipende da noi e prendiamo atto delle scelte del Comune, che vorrebbe anche riconsiderare la possibilità di costruire a Torre d’Orlando, ma su quello siamo stati chiari: 10 milioni di oneri di urbanizzazione non possiamo sostenerli, a meno che l’amministrazione non apra un tavolo con noi, le cooperative e gli altri proprietari dell’area per studiare una soluzione economicamente sostenibile».

E i conti sono facili: di sicuro, o quasi, ci sarà la realizzazione di circa settanta alloggi (soprattutto tra via Canova e in area Pz10), attuabile entro la fine del mandato di questa amministrazione comunale. Per raggiungere  quota duecento, Pantanelli è stato chiaro: «Dai due ai dieci anni di tempo». Ma come si fa a contrastare l’emergenza abitativa, contrapponendo tempi così lunghi a richieste di appartamenti sempre più pressanti? Non sarà il caso di rivedere la logica “zero consumo di terreno agricolo”?

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